I 5 elementi chiave per creare le giuste linee di basso – video ed esempi pratici

In questo nuovo post voglio chiarire alcuni concetti molto semplici, che però vengono spesso trascurati.

In effetti l’idea di base che tengo sempre a mente quando scrivo per il Best of Bass o quando produco i vari materiali didattici, è quella di darti elementi sempre più chiari su come usare lo strumento per suonare materiale composto da te o da altri compositori, per poi riuscire a sviluppare questo materiale al volo in maniera autonoma.

In pratica qui voglio darti alcuni principi basilari per la creazione di linee di basso che siano:

  • innanzi tutto coerenti con il materiale di base del brano
  • allo stesso tempo nuove, originali e creative

in modo tale da farti sentire sempre soddisfatto, carico ed entusiasta del tuo ruolo di bassista. Sia quando suoni pezzi di per sé già straordinari, sia quando suoni brani all’apparenza semplici o poco stimolanti.

Considera che un bassista capace di variare le linee rimanendo coerente con lo stile di base non sarà mai stanco, annoiato, apatico… nei confronti della musica che suona.

Qual è il segreto per trovare l’equilibrio tra struttura e varietà?

Ci sono termini come scale, arpeggi, accordi che vengono usati spesso senza saperne il giusto significato. La conseguenza è che molte volte il bassista non riesce a sfruttare tutte le possibilità che gli vengono offerte quando possiede il senso di ogni termine.

Non voglio trasformare questo post in un trattato di teoria noioso e fuori moda. Al contrario, se continui a leggere ti accorgerai che si tratta di un articolo estremamente pratico e utile… a patto di capire il senso e l’uso di questi termini.

Questo è un post pensato proprio per aiutare i bassisti perché diversamente dai pianisti, dai chitarristi e da tutti gli altri strumenti melodici, essi hanno un compito molto particolare nell’uso dei materiali armonici.

Il bassista è il vero anello di congiunzione tra gli strumenti ritmici come batteria e percussione, gli strumenti di carattere prevalentemente armonico come piano e chitarra ritmica e gli strumenti esclusivamente melodici come i fiati o violino…

Una bella responsabilità, ma anche un ruolo estremamente importante 🙂

5 parole chiave che devi conoscere per creare i giusti giri di basso

Parola chiave 1: SCALA

È il materiale di base da usare per creare le linee

La scala è una successione di suoni disposti secondo un determinato ordine, di solito compresi in un’ottava. In figura 1 vedi ad esempio la scala di G maggiore.

Figura 1


Queste note possono essere combinate a piacere per creare melodie, giri di basso ecc., utilizzando ritmi a piacere del compositore o strumentista.

Le note della scala (il totale delle note della scala) rappresentano il materiale da cui prendiamo gli altri elementi per costruire le nostre linee di basso.

La figura 2 mostra una delle infinite possibilità di combinare le note della scala.

Figura 2

I suoni che formano una scala sono chiamati gradi e di solito si scrivono in numeri romani.

Figura 3

Come usare la scala?

La Scala è il materiale di base da usare per costruire accordi, linee di basso, melodie.

Se conosci la scala di un brano, hai già sotto controllo buona parte del pezzo perché tutte le combinazioni melodiche e armoniche del pezzo useranno in larga percentuale le note di quella scala.

Parola chiave 2: TONICA

La nota più importante della scala, quella che dà il nome alla scala stessa

La tonica è la nota che da il nome alla tonalità ed è sempre il primo grado di una scala diatonica. È una nota di equilibrio, perché è il suono verso cui la composizione musicale tende naturalmente.

La tonalità è l’insieme dei rapporti esistenti tra i gradi di una scala diatonica e tra gli accordi che vengono costruiti sui gradi della scala. Per semplificare, possiamo dire che il temine tonalità è sinonimo di scala maggiore o minore.

Quasi tutti i brani musicali, con più o meno libertà, tendono a gravitare e ad appoggiarsi sulla tonica, cioè sul I grado della scala.

Figura 4

Come usare la tonica?

La Tonica è la nota più importante della scala e quindi dell’intero brano musicale.

Questo non vuol dire che con solamente una tonica puoi creare un intero pezzo, ma di sicuro sarà la nota su cui il pezzo finirà per dare appunto un senso di conclusione.

In pratica la tonica è la nota di sintesi della scala. Come bassista userai le fondamentali dei vari accordi, ma terminerai il pezzo sempre usando la tonica.

Parola chiave 3: ACCORDO

Tre o più suoni presi dalla scala ed eseguiti contemporaneamente

Un accordo è un insieme di tre o più suoni. Per iniziare ci si può limitare a conoscere le triadi formate da sovrapposizioni di terze, cioè triadi maggiori (che di solito semplifichiamo scrivendo solo la fondamentale), triadi minori (semplificate in m), triadi eccedenti (E) e triadi diminuite (D).

I suoni dell’accordo possono essere eseguiti uno dopo l’altro anziché simultaneamente. In questo caso l’accordo prende il nome di arpeggio.

Figura 5

Come usare le note degli accordi?

Gli accordi del brano sono come delle mini tonalità.

Questi accordi saranno in rapporto alla scala e alla tonica. Le note che li formano partendo dalla fondamentale sono i punti di riferimento per la linea del basso.

Conoscere  gli accordi di un brano è vitale per il bassista, così come lo è conoscere le note che formano questi accordi. Questo perché in pratica il basso privilegia le note degli accordi nella linea di basso.

Parola chiave 4: FONDAMENTALE

La nota più importante dell’accordo e che gli dà il nome

Il basso di un accordo è la nota più grave. La fondamentale di un accordo è la nota più bassa solo quando l’accordo è ridotto allo Stato Fondamentale, cioè quando il basso e F coincidono. Nei rivolti la fondamentale non è al basso.

Importante: in un accordo, la nota che dà il nome all’accordo non si chiama tonica ma fondamentale.

Figura 6

Come usare la fondamentale dell’accordo?

La fondamentale di ogni accordo è come la tonica di ogni scala.

Il basso elettrico ha praticamente l’obbligo di far sentire la fondamentale di ogni accordo sul battere di ogni battuta. In questo modo l’aiuto armonico agli altri strumenti è garantito.

Parola chiave 5:  CROMATISMO

È il movimento melodico che usa le altre note del totale cromatico

I cromatismi creano un effetto di momentanea dissonanza o tensione che terminano su una nota della scala.

Per ottenere il cromatismo si impiegano semitoni estranei alla scala diatonica, ottenuti per mezzo dell’alterazione dei suoni naturali di tale scala.

Figura 7

Come usare i cromatismi?

I Cromatismi possono essere inseriti nella linea di basso per variare tipo di colore e creare una tensione che risolverà sempre su una nota della scala.

La presenza o meno dei cromatismi dipende dallo stile musicale che stai suonando: nel sound blues o jazz il cromatismo è indispensabile, al contrario in un contesto di musica pop o musica leggera il cromatismo è quasi assente.

Sempre una questione di colori, tinte che si vogliono dare al brano. L’importante è risolvere la dissonanza formata dal cromatismo portandosi su una nota dell’accordo o quanto meno su una nota della scala.

Vediamo come usare le 5 parole chiave in pratica!

Fondamentalmente esistono 2 tipi di strutture di un brano:

  1. Struttura verticale
  2. Struttura orizzontale

Ovviamente in un brano di musica di una certa lunghezza le due strutture possono anche essere utilizzate contemporaneamente.

Ma per maggior chiarezza, vediamo ora un paio di esempi di applicazione dei 5 elementi chiave su un brano a struttura verticale e poi su un brano a struttura orizzontale.

Questi brani sono tratti dal corso Bassista Contemporaneo Online, che in effetti non è un semplice corso di basso ma un vero e proprio corso di musica applicato al basso. Qui suono tastiera, basso e chitarra assieme ad Andrea Zucchelli che mi aiuta alla batteria, in una vera e propria sessione di musica d’insieme.

Struttura verticale

Un pezzo di musica con struttura verticale è composto da alcuni accordi, di solito almeno 4, che si susseguono creando una successione armonica. Ad es. le 12 battute del blues, la successione II-V-I, il “giro armonico” ecc.

Ecco un video dal Bassista Contemporaneo Online su una struttura verticale di E minore.

Questa è la linea di base usata in questa struttura verticale.

Figura 8

 

Le note della Scala sono usate per passare da una fondamentale all’altra. In questo modo si è sicuri di non creare mai troppa dissonanza armonica.

La Tonica è automaticamente la fondamentale del I e dell’ultimo accordo su cui terminerà il brano, dando l’idea di ritorno dopo essere passato attraverso tutti gli altri accordi.

Le fondamentali degli Accordi devono trovarsi sul battere della battuta del relativo accordo, così da garantire la necessaria chiarezza armonica.

Le altre note dell’accordo (terza e quinta) possono essere usate per migliorare la chiarezza dell’armonia, ma sono meno importanti delle fondamentali.

I Cromatismi non sono usati nella linea di partenza ma nei giri successivi, dove ci lascia andare all’improvvisazione. Possono essere usati a discrezione, purché non siano sacrificate le altre note dei punti precedenti.

Struttura orizzontale

Un pezzo di musica con struttura orizzontale è composto da un unico accordo che viene ripetuto e rielaborato per molte battute.

Questo modo di usare l’armonia è spesso detto modale, definizione corretta solo in parte perché non è detto che una struttura verticale sia necessariamente modale.

Ecco il video dal Bassista Contemporaneo Online su una struttura orizzontale in C minore.

Ecco la linea di base usata in questa struttura verticale.

Figura 9

 

Le note della Scala sono usate in modo piuttosto libero, non avendo accordi da evidenziare.

La Tonica è automaticamente la fondamentale dell’unico accordo presente. Occorre farla sentire all’inizio di 1, 2 o 4 battute e sarà il gusto del bassista a decidere quanto intenso dovrà essere il suo uso.

Le altre note dell’accordo (terza e quinta) possono essere usate per migliorare la chiarezza dell’armonia.

I Cromatismi possono essere usati a discrezione purché non siano sacrificate le altre note dei punti precedenti.

Conclusione. E ora?

Bene, spero di esserti stato utile. Se hai chiari questi 5 elementi chiave, le tue linee di basso possono prendere strade molto interessanti partendo da una linea iniziale di base.

Ovviamente il Bassista Contemporaneo Online analizza e ti fa suonare nel dettaglio centinaia di esempi con questi semplici principi. Non trascurare l’idea di sviluppare la tua musicalità seguendo questo corso.

Con oltre 300 video a tua disposizione, hai tutto l’occorrente per praticare capire e sviluppare la tua musicalità sul basso eliminando qualsiasi dubbio tecnico e strumentale.

tiziano

 

 

Un pensiero su “I 5 elementi chiave per creare le giuste linee di basso – video ed esempi pratici

  1. Grazie Tiziano di queste spiegazioni indispensabili per chi si è regalato un basso da tenere, e non ha chiaramente alcuna idea di cosa fare. Ma ho notato che c’è un eccellente ripasso della materia anche per chi ha già suonato un paio di volte. Questo corso è davvero utilissimo, in mè ha fatto nascere la vocazione per l’arpeggio (col basso). Il mio è un basso acustico elettrificabile molto semplice ma, da qualche lezione del basslab a questa parte, mi stà affascinando sempre di più. Grazie ancòra e saluti da Monti di Licciana (MS). Ciao ciao . . .

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