[5 scale che ti cambiano la vita] – Quanto è melodica la scala minore armonica?

Terzo articolo dedicato alle scale che ti salvano la vita. Qui vediamo l’ultima delle scale diatoniche, la scala minore armonica.

1) Intanto, cosa sono le scale diatoniche?

La caratteristica delle scale diatoniche è di essere formate da 7 note dove ogni nota prende uno dei nomi della successione che usiamo comunemente: Do, Re, Mi, Fa, Sol, La,  Si.

La figura 1 mette a confronto le due scale viste finora con la nuova scala minore armonica, mostrando come tutte e tre le scale usano le stesse 7 note salvo l’inserimento di alterazioni.

Figura 1

Figura 1

2) Cosa ha di particolare la scala minore armonica?

Veniamo alla scala minore armonica protagonista di questo post. Nel video qui sotto te la faccio sentire all’opera, guardalo subito prima di proseguire.

Buon ascolto!

Le note di questa scala, se usate in semplice successione una dopo l’altra, hanno una sonorità un po’ bizzarra (quasi arabeggiante!) che non corrisponde allo stile melodico che il nostro orecchio è abituato a sentire. Questo è dato certamente dal tipo di distanza che si forma tra V e VI grado e tra VII e VIII grado della scala.

Figura 2

Figura 2

In pratica l’intervallo di Tono più Semitono che esiste tra Ab e B è decisamente complicato da intonare a voce. Questa caratteristica è derivata dalla natura di tipo armonico che genera questa scala. Non a caso si chiama armonica e risulta all’apparenza poco melodica!

Se però la consideriamo come generata dalle tre triadi forti della musica tonale in minore (Tonica Sottodominante e Dominante), allora capiamo immediatamente la sua natura e riusciamo a capirne la sonorità ed intonarla facilmente.

In pratica questa scala è generata dai tre accordi delle tre funzioni (T, S, D) del modo minore.

Figura 3

 Figura 3

Tutte le note della scala sono inserite nei tre accordi delle funzioni armoniche. Insomma, se consideriamo un accordo un insieme verticale di note e una scala un insieme orizzontale, questa scala è ottenuta disponendo in orizzontale il materiale armonico organizzato in verticale.

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In pratica per sentirla e intonarla facilmente nel salire, è sufficiente immaginare la funzione di Dominante per il G e sentire il Ab come un suono che tende ad essere attratto dal G (praticamente come un satellite attratto dalla forza di gravità del pianeta), poiché G è la Dominante e ha una massa superiore del Ab e quindi l’attrae.

Poi per intonare il B bisogna immaginare la tonica C come pianeta forte che attrae a sé il B.

Figura 4

Figura 4

Si tratta dello stesso identico ragionamento che in automatico viene fatto per la scala maggiore, e che per il nostro orecchio risulta più naturale non avendo la nota A una particolare attrazione verso il G.

Figura 5

Figura 5

3) Come usare la scala minore armonica per creare melodie?

Anche qui applichiamo lo stesso uso della scala come abbiamo fatto per la jazz minor. Il trucco è sempre quello di capire che questa scala, facendola partire da note diverse dalla prima, genera scale e sonorità molto interessanti oltre alla sonorità minore come ad esempio quella di settima.

La successione armonica del video di questo post è la stessa degli altri due video ovvero la successione II/V.

Figura 6

 Figura 6

Chiaramente cambiando scala sulla stessa struttura armonica si ottengono sonorità molto diverse.

Ecco alcune indicazioni sulle scale che uso nel video!

Figura 7

Modi derivati dalla scala minore armonica

 Figura 7

Che cosa è successo in figura 7?

Semplicemente la scala minore armonica di C ha solo una nota di differenza con il C jazz minor, che a sua volta aveva una sola nota di differenza dal dorico. Quindi ha rispettivamente 5 note su 7 in comune con il C dorico e 6 su 7 in comune con la jazz minor.

Figura 8

Modi derivati dalla scala maggiore

Figura 8

Figura 9

Modi derivati dalla scala jazz minor

Figura 9

Il IV modo della scala minore armonica viene detto Dorico #4 ed ha 5 note in comune con il modo misolidio e 6 con il Lidio b7.

Durante l’assolo si potrebbero avere dubbi se usare un dorico (quindi con terza minore) su un accordo di settima di dominante (quindi con terza maggiore),  ma non dimenticare che la 3 minore può essere considerata anche come #9 del F7, ovvero F7#9 #11, una dominante alterata.

E se non ho capito bene questi meccanismi a livello teorico?

Tranquillo!! Se hai paura di grippare il neurone usa questa roba senza preoccuparti del perché e del percome funziona. Quello che conta è che funziona!!

Riepilogando, a livello melodico puoi usare la successione II/V come se fosse I/IV di una scala minore armonica oppure di una scala jazz minor vista nel secondo articolo della serie. Scale completamente diverse che però suonano perfettamente sulla stessa base di accordi!

La figura 10 qui di seguito schematizza questi passaggi.

Figura 10

Figura 10

La domanda che nel finale del post precedente era:

“Riesci a trovare il collegamento tra le tre scale in figura 7” (qua figura 11)??

Figura 11

Figura 11

Credo che, seguendo attentamente i tre post, sarai ora in grado di rispondere. Se hai ancora dubbi contattami attraverso questo blog, cercherò di darti qualche indizio per trovare la soluzione!

Al prossimo incontro vedremo la quarta scala che non avrà più i soliti sette suoni, ma sarà molto più duttile e potrai usarla per produrre assoli ancora più efficaci.

Tiziano

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P.S. Suoni il basso elettrico?

Ti suggerisco qui sotto un sistema molto comodo per visualizzare queste tre scale sullo strumento.

Ricorda che io non uso il normale sistema delle tab, bensì un altro metodo di visualizzazione del manico come se fossi davanti ad uno specchio.

È tutto perfettamente spiegato nel libro Bassista Contemporaneo (volume 1) e anche in questo post (Per iniziare: grafico delle tastiera).

Figura 12

Figura 12

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