Dal laboratorio di improvvisazione, come improvvisare sulla MELODIA senza studiare gli accordi!

Ed ecco il secondo articolo per “spiare” cosa succede nel laboratorio CIL (Contemporary Improvisers Lab) sulle abilità necessarie per improvvisare all’interno di una band, e carpirne alcuni segreti anche se non hai potuto partecipare agli appuntamenti.

Ti ricordo i 5 elementi fondamentali per l’improvvisazione, di parti importanza ma elencati dal più basico, istintivo, urgente al più ricercato, raffinato, e intellettuale:

  1. Ritmo
  2. Melodia
  3. Funzioni armoniche
  4. Voicing per accompagnamento e solista
  5. Forma, texture, orchestrazione

Qui parliamo dunque della melodia

Come al solito, per motivi di spazio in questo articolo posso darti solo un piccolo accenno di quello che viene affrontato nel CIL (anche grazie a tutto il materiale scritto e audio che viene consegnato ai partecipanti).

Ma già con questi suggerimenti puoi impostare un lavoro interessante e soprattutto diverso dal solito, aggiungendo un tassello alle abilità che hai sviluppato lavorando sul primo punto “Ritmo”.

Alcuni punti fermi sulla melodia che devi sapere:

  • Una bella melodia rappresenta circa il 70 % di ciò che si può chiamare musica, o meglio brano musicale. Certo gli elaborati ragionamenti armonici, le belle sostituzioni di accordi, l’orchestrazione o l’arrangiamento sono tutti elementi favolosi, ma cosa ti viene in mente se ti dico “Nel blu dipinto di blu”? oppure “Per Elisa”? Di sicuro la melodia. Con solo quella hai chiarito tutto!
  • Qui ti propongo un sistema di improvvisazione o creazione di assoli alternativo al tipico utilizzo di scale e accordi sullo strumento. Infatti, anziché elencarti delle scale da usare sui vari accordi come fanno tutti, ci concentriamo sulla melodia pura proprio per come essa viene immaginata da un grande compositore.
  • Il classico sistema di improvvisazione applicando le scale sui diversi accordi è utilissimo, anzi è sicuramente il sistema più utilizzato, ma se non lo studi nel modo corretto rischi di improvvisare melodie frammentate, sconnesse tra un accordo e l’altro. Insomma il classico risultato che ti fa dire: “Che palle sto solista!”. Quindi è un sistema validissimo in sé, ma molto evoluto e richiede un lavoro impegnativo e tanta applicazione pratica prima di poter dare risultati interessanti.
  • Il metodo di improvvisazione usando la melodia che ti suggerisco qui invece è accessibile anche a musicisti di poca esperienza e parte da due presupposti:

1) Chi improvvisa in maniera efficace usa gli stessi materiali musicali e lo stesso modo di ragionare di chi compone in maniera efficace. Quello che possiamo fare noi è quindi cercare di metterci nei panni del compositore e cercare di capire il suo meccanismo logico.

2) Qualsiasi bella melodia può essere smontata, analizzata e ridotta a pochissime note che ne mantengono lo spirito, l’atmosfera e il senso poetico. La melodia può essere infatti semplificata a poche note che ne danno la bellezza e su queste poche note si possono poi ricostruire e aggiungere altre note senza intaccarne la bellezza e l’effetto generale che essa produce. Ed è proprio questo il punto su cui si regge l’interno discorso!

Applicazione pratica sulla melodia

Preparazione Queste sono le “note di sintesi” (abbreviate in NS) di un famoso standard jazz composto nel 1954. Suona diverse volte la melodia di figura 1, ovvero in pratica la melodia nuda.

Figura 1

Figura 1-tip-improvvisazione-melodia

Anche senza aver alcun accordo di riferimento, usando le NS puoi trovare uno schema preciso di come il compositore ha sviluppato questa melodia. Ad esempio nelle prime 8 battute le NS seguono il famoso ciclo delle quinte. Poi nelle successive 4 seguono un altro tipo di schema melodico, e infine le ultime 4 servono per ricollegarsi all’inizio del tema.

Tip a sbafo 1

Nella figura 2 ecco svelato il tema del famoso standard jazz della figura 1. Si tratta di “Fly me to the moon” (primo rigo), scritto contemporaneamente alle NS (nel secondo rigo). Suonalo cercando di sentire i punti di contatto tra la melodia e le NS che la riassumono. In pratica: riesci a sentire che con già soltanto le NS puoi avere un’idea abbastanza chiara del tema?

Figura 2

Figura 2-tip-improvvisazione-melodia

Tip a sbafo 2

Usando le NS solo sul battere di ogni battuta, aggiungi delle note improvvisandole col tuo strumento sempre in tonalità di C maggiore (durata a piacere), per collegare tra loro le note di sintesi a inizio battuta.

Figura 3

Figura 3-tip-improvvisazione-melodia

Tip a sbafo 3

A questo punto collega le NS con altri tipi di direzioni, restando sempre in scala di C maggiore.

Figura 4

Figura 4-tip-improvvisazione-melodia

Tip a sbafo 4

Prendi una base audio che sia adatta a “Fly me to the moon” (da Aebersold, Band-in-a-Box o internet) e suona sulla scala libero dalle NS. Dopo aver praticato i tip precedenti sarà molto bello e facile improvvisare soli stando esattamente sulla struttura melodica. Oramai l’hai sicuramente interiorizzata e puoi passare al Tip Numero 5.

Tip a sbafo 5 (ultimo, per ora!)

Suona come nel Tip 4, ma stavolta inserisci anche le note cromatiche per passare da una NS all’altra. Quest’ultimo esercizio dà per scontato che tu abbia chiare in testa le NS. I frammenti cromatici renderanno la melodia più varia, ma anche più spiazzante e sicuramente più difficile da eseguire.

Figura 5

Figura 5-tip-improvvisazione-melodia

Come al solito con la pratica giusta avrai dei bellissimi risultati con questo ultimo esercizio, anche se chiaramente occorre più attenzione e allenamento per riuscire a produrre un assolo coinvolgente e che allo stesso tempo rispetti la melodia “sottintesa”. D’altra parte, il vero divertimento si ha quando è richiesta più concentrazione.

Infine ecco la versione di Fly me to the Moon del mio amico Frank che ha un sapore retrò decisamente unconventional per i tempi che corrono. Fra l’altro guardando questo video puoi contribuire a far aumentare le visualizzazioni che sono pochine!

Alla prossima, tiziano

17 pensieri su “Dal laboratorio di improvvisazione, come improvvisare sulla MELODIA senza studiare gli accordi!

  1. Buongiorno Tiziano,
    complimenti per la Tua professionalità e l’interesse che trasmetti verso lo studio del basso e la musica in genere. Ho letto le cinque lezioni 1 Ritmo 2 Melodia 3 Funzioni Armoniche 4 Voicing per accompagnamento e solista 5 Forma, texture, orchestrazione. Riguardo a questo articolo citi il classico sistema di improvvisazione più utilizzato cioè quello di applicare le scale sui diversi accordi.
    Perchè non fai una articolo in merito?
    Grazie
    Francesco

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      • Buongiorno Tiziano,
        penso però che la base di partenza per improvvisare applicando le scale su una progressione di accordi è fare riferimento alla tua lezione sulla “scala di struttura e sovrastruttura”.
        Correggimi se sbaglio.

        Grazie
        francesco

        "Mi piace"

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