[Con video] I 5 motivi per cui devi assolutamente conoscere il ciclo delle quinte

Un viaggio avventuroso nel ciclo delle quinte: pronti??

Questo articolo è molto lungo ma soprattutto di significato cruciale.

In particolare, è scritto contro chi banalizza i concetti di teoria e li trasforma in regolette da recitare a memoria, senza però capire gli sviluppi fondamentali che queste regole possono dare.

Molti di coloro che leggeranno questo post non si sentiranno di appartenere al gruppo dei “banalizzatori delle regole della teoria musicale”, per questo io scrivo molto liberamente, sapendo che non capiranno che in un certo senso mi sto facendo beffe di loro.

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Ti consiglio di stamparlo e appenderlo perché racchiude in sé tutti i principi su cui si fonda la musica occidentale (e mi aspetto che tu li sappia a menadito, se sei un vero musicista).

⇒ Trovi un approfondimento di questi concetti nel corso BASSISTA CONTEMPORANEO ONLINE, accessibile da questo link: http://www.bassistacontemporaneo.it/bassista-contemporaneo-online/.

La cosa che voglio far passare è che se conosci il “semplice” concetto del ciclo delle quinte arrivi a capire tutti, e ripeto tutti, i meccanismi armonici e di conseguenza melodici delle nostra musica!

In pratica la conoscenza del ciclo delle quinte ti permette di comporre sia musica estremamente naturale sia musica del tutto sperimentale a seconda di come ti rapporti al ciclo stesso, rispettandolo o andandogli contro (come ad esempio nella musica modale o atonale, dove non lo si rispetta).

Ogni testo di musica, dal manuale per strumento con un minimo di ambizione al grande trattato di teoria o armonia, non può rinunciare a dedicare almeno una pagina a presentare il ciclo delle quinte con tanto di schema e scale tonalità annesse. Intanto guarda il video che dimostra un uso interessante del ciclo delle quinte, come spiegato più avanti (in particolare Beneficio 4).

Per prima cosa devo anche io presentare il circolo come farebbe un qualsiasi maestro di musica. Lo trovi in figura 1. Guardalo come fosse un orologio, con il C a ore 12, il F a ore 13, ecc.

Figura 1
Figura 1
Oppure, mettendo in fila le note partendo da C in senso orario:

Figura 2
Figura 2

Ebbene, per chi è interessato ad andare oltre la semplice filastrocca Do, Fa, Sib, Mib…., questa semplice figura ha il potere di chiarire questioni di armonia, improvvisazione e composizione di artisti tanto grandi quanto diversi tra loro come Bach, Vivaldi, Coltrane, King Crimson ecc.

Questa sequenza racchiude infatti la chiave per:

  • aiutare la mente a memorizzare strutture armoniche complicate
  • aiutare l’orecchio a intonare suoni per improvvisare
  • capire perché il bassista sempliciotto può anche non preoccuparsi del tipo di accordi che accompagna…

Premessa fondamentale: senso orario o antiorario?

Questo ciclo viene anche chiamato “ciclo delle quarte”, se lo segui in senso orario: C, F, Bb ecc. Puoi anche pensare che il C è la quinta del F, il F la quinta del Bb, e così via. Quindi non stupirti se c’è chi lo chiama circolo/ciclo delle quinte o delle quarte. Hanno tutti ragione, quarte e quinte sono identiche perché dipende dal punto di partenza considerato.

Indipendentemente dal nome che gli dai, però, la successione più naturale è sempre quella che va da C a F, poi Bb, poi Eb… Non il contrario: da C a G poi D.

In pratica, facendo riferimento alla figura 1, il senso è sempre orario.

Il motivo per cui si preferisce il movimento orario non è condiviso da tutti, ma di sicuro a livello pratico è così che funziona: C, F, Bb… L’unica ragione che ho trovato per giustificare questa tendenza è quella che rimanda alla serie degli armonici racchiusi in un suono fondamentale.

Non approfondisco in questo momento, ma verso la fine dell’articolo trovi la chiave della spiegazione (vedi punto: Perché il movimento di una nota o accordo o tonalità attraverso il ciclo delle quinte è così efficace?).

I 5 benefici del ciclo del ciclo delle quinte

Veniamo ai 5 grandissimi benefici che troverai se impari a memoria il ciclo delle quinte.

Beneficio 1: conoscere al volo tutte le scale maggiori e minori

Col ciclo delle quinte hai sott’occhio tutte le scale maggiori e minori in un ordine logico: passando da una nota all’altra, si aggiunge un # o si toglie un b per volta.

Figura 3
Figura 3

La figura 3 è riferita alle scale o tonalità maggiori, ma funziona nella stessa maniera anche per le scale minori perché ad ogni maggiore corrisponde una relativa minore posta sei note avanti.

Esempio:
C maggiore corrisponde a A minore, Ab maggiore corrisponde a F minore ecc.

La logica del ciclo delle quinte ci permette di individuare le alterazioni caratteristiche di ogni tonalità.

Esempio:
C maggiore = zero alterazioni (ore 12)
F maggiore = 1 bemolle (ore 1)
Bb maggiore = 2 bemolle (ore 2)

Beneficio 2: padroneggiare le risoluzioni delle dominanti

Col ciclo delle quinte hai sott’occhio tutte le risoluzioni naturali degli accordi di settima (di dominante) e quindi delle dominanti secondarie.

Figura 4
Figura 4

Nella figura 4 l’accordo Cmaj7 è il punto di arrivo. L’accordo più naturale che può preparare il C è il G7, che a sua volta può essere preparato dal D7, preparato dal A7. Tutti gli accordi di settima di dominante prima del G7 sono dominanti secondarie o V del V.

Beneficio 3: riconoscere al volo la successione armonica tonale più usata da sempre

Sul ciclo delle quinte viene costruita la successione armonica più classica della storia. Il super consumato giro di C non è altro che una porzione del ciclo delle quinte.

Figura 5
Figura 5

Figura 6
Figura 6

Beneficio 4: otteniamo la struttura armonica più naturale che ci sia

Dalla precedente figura 6 possiamo estendere il ragionamento e includere tutti gli accordi diatonici compresi un una tonalità. La Figura 7 mostra che il ciclo delle quinte può essere visto anche sul pentagramma e rappresentare le fondamentali di accordi.

Sotto ogni nota è messo il grado che essa rappresenta in tonalità di C maggiore. La tendenza è di partire dal I poi IV, bVII, ecc., fino a ritornare al I grado.

Figura 7
Figura 7

La figura 8 mostra lo stesso tipo di movimento ma stavolta limitato ai gradi diatonici di C maggiore, cioè utilizzando solo gli accordi che si formano nella scala di C maggiore. In questo caso vengono saltati gli accordi dal bVII al bV per passare direttamente dal IV grado (F) al VII (B).

Figura 8
Figura 8

In questo modo otteniamo solo gli accordi di C maggiore, che possono essere usati seguendo sempre l’andamento della freccia viola. La figura 9 riporta direttamente solo il ciclo delle quinte diatonico, cioè il ciclo che usa solo accordi di C maggiore.

Quante volte hai sentito parlare di II/V/I? Non è altro che la parte finale del ciclo delle quinte!

Figura 9
Figura 9

Dalla figura 9 si ricavano le successioni armoniche più usate in ogni tonalità. Nel caso del video appena visto, le strutture armoniche che ho usato sono create sul concetto della figura 9.

ANALISI DEL VIDEO

Chorus 1
Accordo m7 sul ciclo delle quinte, cioè Cm7, Fm7, Bbm7… si cambia tonalità ad ogni accordo (12 tonalità maggiori):

Figura 10
Figura 10

Chorus 2
Successione IIm7/V7 cioè Cm7/F7, Bbm7/Eb7, Abm7/Db7….. cambio di centro tonale ogni due accordi (6 tonalità maggiori): Bb mag, Ab mag, Gb mag, E mag, Dmag, Cmag.

Figura 11
Figura 11

Chorus 3
Successione IIm7/V7/Imaj7 cioè Cm7/F7/Bbmaj7, Ebm7/Ab7/Dbmaj7… cambio di centro tonale ogni tre accordi (4 tonalità maggiori): Bb mag, E mag, Gmag.

Figura 12
Figura 12

Chorus 4
Successione IIm7/V7/Imaj7/IVmaj7 cioè Cm7/F7/Bbmaj7/Ebmaj7, /Abm7/Db7/Gbmaj7/Bmaj7… cambio di centro tonale ogni quattro accordi (3 tonalità maggiori): Bb mag, Gb mag, D mag.

Figura 13
Figura 13

Chorus 5
Come Chorus 1.

Queste successioni armoniche si incontrano in brani di musica jazz, classica oppure pop. Ad esempio “All the Things you are” (musica di Jerome Kern, testo di Oscar Hammerstein II) segue perfettamente il ciclo delle quinte applicato ai vari centri tonali maggiori.

Figura 14

Figura 14

Ci sono un’infinità di standard jazz che usano parte del ciclo delle quinte allo stesso modo di All the Things you are, ad es. Autumn leaves, Blusette, Love is here to stay, Blue moon, Try to remember….

Beneficio 5: vedere scale, accordi e strutture armoniche per impadronirsene

Il ciclo delle quinte, come ti ho appena dimostrato, rappresenta un ordine naturale per passare da una tonalità all’altra o da un accordo all’altro. In modo più completo si può dire che il ciclo delle quinte è un sistema utile per visualizzare, memorizzare e praticare scale, accordi, strutture armoniche o modulazioni. La figura 15 mostra la scala maggiore e la pentatonica sul ciclo.

Figura 15
Figura 15

La figura 16 mostra le triadi.

Figura 16
Figura 16

Perché il movimento di una nota o accordo o tonalità attraverso il ciclo delle quinte è così efficace?

Gli armonici naturali sono una successione di suoni le cui frequenze sono multipli di una nota di base, chiamata fondamentale. Un suono prodotto da uno strumento non è mai puro, ma è costituito da un insieme di armonici dove al suono fondamentale se ne aggiungono altri più acuti e meno intensi. La quantità di armonici determina il timbro di uno strumento. Ad esempio la nota C su uno strumento ha la serie di armonici naturali del primo rigo della figura 17.

Lo stesso ordine di armonici si trovano sulla nota FA al secondo rigo della stessa figura 17.

Figura 17
Figura 17

Gli armonici di un suono fondamentale sono tantissimi e dipendono dal tipo di apparecchio che si usa per misurarli. I primi 4 o 5 sono udibili anche a orecchio, ma anche gli altri si avvertono pur non essendo chiarissimi. Nella figura 17 ho evidenziato i primi 8 della nota C e della nota F.

Riferiti alla figura 17 ma sotto forma di intervalli sono:

  1. Prima come Fondamentale
  2. Prima (1 ottava sopra alla fondamentale)
  3. Quinta
  4. Prima (2 ottave sopra la Fondamentale)
  5. Terza maggiore

Dalla figura 17 si capisce bene che l’armonico C (in rosso) oltre ad essere ripetuto tante volte tra quelli di C (chiaramente è il più importante per la nota C), è anche il terzo (cioè l’intervallo di quinta) della nota F.

Si deduce che è molto facile passare dalla nota C alla nota F perché la nota F ha molto evidente l’armonico C dentro la serie dei suoi armonici.

Cosa c’è di più morbido se non passare da un suono a un altro suono che all’interno contiene l’armonico appena sentito? In sintesi: La nota C si muove su F facilmente perché l’orecchio avverte molte cose in comune con la nota C.

Questa ultima parte è stata inserita per far capire il motivo per cui il ciclo delle quinte è così naturale al nostro orecchio, e di conseguenza così usato in tutta la musica occidentale (rock, classica, jazz, pop…).

Che fare ora che conosci il ciclo delle quinte?

Memorizza bene il ciclo in diverse posizioni sul tuo strumento, memorizza la “filastrocca” C, F, Bb…, memorizza i suoni. Tutto questo ti aiuterà tantissimo nelle tua avventura con la musica, indipendentemente dal genere che fai.

Ovviamente il ciclo delle quinte è trattato in maniera molto approfondita nel Bassista contemporaneo, per cui chi studia con questo metodo non si lascia sfuggire nulla delle sue tante e così illuminanti applicazioni.

Avvertenza

Leggendo questo articolo “non in modalità cazzeggio”, al termine potresti presentare reazioni o effetti collaterali tipo quella della figura 18.

Figura 18
Figura 18

L’autore manleva se stesso da responsabilità dovute ad un incorretto uso di questo articolo!

Ciao,

tiziano

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12 pensieri su “[Con video] I 5 motivi per cui devi assolutamente conoscere il ciclo delle quinte

  1. Grazie, Tiziano, per questo splendido materiale didattico che metti a disposizione. Il ciclo delle quinte è, a mio modesto avviso, la pietra miliare della musica occidentale ed in nessun testo, che io abbia in passato consultato e su cui abbia studiato, è spiegato in modo semplice, chiaro e completo come in questo articolo. Grazie ancora, Aldo.

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    • Grazie a te Aldo.
      Col ciclo delle quinte si riescono a capire tantissime cose di armonia e melodia, è uno schema utilissimo per capire e memoriozzare.
      Ci sono anche altre cose sul ciclo che non ho messo nel post per non allungare troppo.
      Sto pensando che ne farò un post a parte.
      Grazie ancora.
      tiziano

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  2. Gentilissimo Tiziano ( se posso darti del tu) ho letto quanto scrivi sul circolo o ciclo delle quinte,è tutto ben spiegato ,ma io quello che non riesco a capire ,è a cosa mi serve .Ho capito che partendo dal do in senso orario ,sai che è la 5 di fa ,che fa è la 5 di sib ecc,che conosco le alterazioni ecc.ma anche se le conosco ,non so usarle ,come posso applicarle alla musica,mi mancano tante nozioni e per questo quando voglio cantare un brano ,a casa mia ,mi prendo una partitura e leggo gli accordi di quel brano.non so fare altro .Scusa la mia ignoranza ,ma il mio problema è che non so applicare le cose che mi hai detto.Grazie comunque ,anche perchè è tutto ben spiegato.giuseppe

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    • Quello che ho spiegato nel post può essere usato a tanti livelli differenti. Se sei all’inizio ti può servire per capire come funzionano tutte le tonalità maggiori e minori che puoi incontrare. Poi servirà per studiare le armonie di un brano, poi come prendere spunto per comporre, poi come lavorare sull’improvvisazione…
      Insomma il ciclo è alla base di tutta la nostra musica che sia leggera, jazz, classica o altra ancora.
      Il grande successo che sta avendo questo post (da più di un anno e mezzo ha una media di 30 visualizazioni al giorno) è dovuto al fatto che tanti musicisti lo usano in base alla propria conoscenza che hanno della musica, quindi al proprio livello.
      Considera che il ciclo delle quinte è un po’ come conoscere i nomi dei mesi dell’anno, non sei obbligato a sapere i nomi esatti ma se vuoi fissare un appuntamento importante con un amico tra 178 giorni forse è più comodo chiarire almeno in che mese sarà… magari puoi raffinare meglio mettendo giorno e ora. Senza però il mese è un problema incontrarlo.
      Grazie comunque per la tua osservazione che considero intelligente e appropriata.
      La teoria muisicale è piena di nozioni che a prima vista non servono ma che se le padroneggi ti aiutano molto. Non tutta però la teoria musicale: a volte qualcuno ti spiega la teoria con una suprcazzola per farti sentire inferiore. Io cerco l’esatto opposto: portare la teoria efficace a disposizione di più persone possibile.
      Semplicemente aspetta che ti capiti di usarla, magari perche un musicista con cui suona te ne parla… A quel punto puoi tornare al post e rileggerlo, sarà un momento illuminante,
      Ciao.
      tiziano

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  3. grazie Tiziano ,purtroppo ,la mia ignoranza è tanta ,comunque il post ,c’è vedrò di leggerlo spesso e magari riesco ad utilizzarlo.ciao grazie giuseppe

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  4. Ciao Tiziano posso chiederti una cosa semplice? Penso la mia domanda sia banale ma essendo tu un musicista molto chiaro e serio magari il tuo fine è ben specifico… il ciclo che normalmente si vede in giro è specchiato rispetto al tuo, tutti hanno i diesis in senso orario e non i bemolle, quindi do, sol, re, la, ecc… come mai tu metti i bemolli in senso orario? parti da do, fa, sib ecc? Capisco che non è un grande enigma, la “minestra” è sempre quella, basta solo pensare specchiato ma sono certo che tu hai un senso più pratico… puoi illuminarmi?

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    • Ciao Claudio, la tua domanda è molto puntuale.
      Considera che al G segue il C.
      Avrai suonato tante volte il giro C Am Dm G7 C. Il famoso giro di C.
      Ebbene stai facendo una parte del coclo delle quinte: A D G C.
      Quindi è più che naturale che al A segua il D poi il G poi il C.
      Se devi guardare un orologio è naturale che al 12 segua 1 poi 2… insomma vai in senso orario di solito.
      Il ciclo delle quinte è un orologio delle tonalità, un orologio delle successioni degli accordi, un orologio di come le note preferiscono muoversi.
      In pratica il senso orario è più naturale per noi.
      Quindi seguo il ciclo facendolo girare in senso orario.
      Se poi una persona gira nell’altro senso funziona lo stesso.
      Grazie.
      Ciao.
      tiziano

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  5. Una lezione da incorniciare. Complimenti veramente.
    Non ho capito bene però, al Beneficio 4 in figura 7 i gradi dal bVII al bV non appartengono alla tonalità di C maggiore. Al Chorus 1 gli accordi Cm7,Fm7,Bm7… sono indicati com IIm7 perchè sono secondi alla tonalità maggiore rispettiva Bbmag,Ebmag,Abmag giusto?
    Grazie per una risposta.

    francesco

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