Perché sono così utili le dominanti secondarie nel blues?

Questo post è uno sviluppo, o meglio un approfondimento dei concetti di cui ho parlato qui: “Domanda per tutti: cosa sono queste dominanti secondarie??”. Quel post ha avuto migliaia di visite, deduco quindi che sia stato apprezzato non solo dai bassisti ma anche dagli altri musicisti, perciò ho pensato di approfondirlo per quanto riguarda l’applicazione pratica delle dominanti secondarie nel blues. In particolare, arricchendo la struttura armonica con le sostituzioni, si possono incrementare le possibilità di usare nuovi accordi nell’accompagnamento e avere più scelte anche su come improvvisare.

Come quick start, se non sei di quelli che si eccitano molto nel leggere ma anzi tendono a ragionare in maniera più spontanea, ti consiglio di guardare questo video.

VIDEO – Lezioni per bassisti: 02 dominanti secondarie (dal min. 2.54)

Se poi vuoi andare ancora più in profondità e capire il perché di tutto questo, leggiti tutto il post. Lavoro molto su questi post perché credo che idee chiare permettono di suonare in modo chiaro e sicuro. In un contesto di musica live, questo è utilissimo perché dà al resto del gruppo la sicurezza di avere un bassista che è veramente “una soluzione”, un elemento che risolve i problemi. Questo è la più importante aspirazione cui ti consiglio di tendere: diventare un bassista che dà sicurezza e amalgama la ritmica, l’armonia, la melodia e in ultimo “l’umanità” del gruppo. Quante volte si verificano litigi tra cantante e batterista per i volumi, o tra chitarrista e tastierista per un certo accordo. Al bassista è chiesto di mettere un po’ di pace… del resto è l’unico che lega così forte ritmo, armonia e melodia in un unico strumento.

Partiamo. Basta conoscere un paio di concetti e il gioco è fatto!

CONCETTO 1
Ogni I grado può essere preceduto dalla sua dominante (la dominante è il V grado, esempio la dominante della nota C è il G). La stessa dominante può essere preceduta a sua volta dalla sua dominante, detta dominante secondaria (la dominante di C è G, la dominante di G è il D, D è la dominante secondaria di C, D è il V del V di C).

Figura 1
Figura 1

Vediamo ora passo per passo come siamo arrivati alla figura 1. La figura 2 mostra il punto di arrivo che è il I grado di una tonalità.

Figura 2
Figura 2

CONCETTO 2
Il I grado può essere:
– I maggiore triade (esempio C)
– I minore triade (esempio C-)
– I M7 (esempio Cmaj7)
– Im7 (esempio Cm7)
– I7 (esempio C7). Questo caso è speciale ma usatissimo specialmente nel Blues e in tutta la musica derivata dal blues (funk, jazz, rock…)

Figura 3
Figura 3

La figura 3 mostra la dominante di una tonalità che è il V grado della scala che risolverà sempre sul I grado.

Il V grado è sempre da considerare una settima di dominante formata da fondamentale, 3 magg, 5 giusta e 7 min e si scrive V7. Ecco esempi di Dominanti che seguono la tonica. Ogni V risolve sul I.

Figura 4
Figura 4

Ogni V grado è preceduto dal IIm7, la figura 5 mostra la successione II/V/I.

Figura 5
Figura 5

In pratica la successione II/V/I crea un cambio di accordi veramente chiaro per stabilire una tonalità.

La figura 6 mostra che, sommando le note che formano questi tre accordi, si ottengono esattamente tutte le note della scala. Praticamente con solo questi tre accordi la tonalità è perfettamente creata nell’orecchio dell’ascoltatore.

Figura 6
Figura 6

Inoltre questi tre accordi seguono precisamente una porzione del famoso ciclo delle quinte come mostra la figura 7.

Figura 7
Figura 7

A questo punto entra in gioco la possibilità di usare la dominante secondaria per preparare la dominante in alternativa o sommata al IIm7.

Figura 8
Figura 8

La figura 8 è identica alla figura 1: la dominante secondaria D7 è un buon accordo per risolvere sul V grado di C (il G7). In questo caso si comporta come la dominante G7 che risolve sul C ma in questo caso non è una dominante Primaria (cioè la vera dominante delle tonalità) ma una dominante di un grado diverso dal I.

Definizione più efficace
In pratica sono dominanti secondarie quegli accordi di settima che risolvono una quarta avanti, tranne che sul I grado. Ecco nella figura 9 le dominanti secondarie sono in verde, mentre la dominante della tonalità è in rosso.

Figura 9

Figura 9

Applicazione al blues
Per applicare tutto questo al Blues, come quick start ti consiglio di guardarti questo video.

VIDEO – Lezioni per bassisti: 01 I pilastri del blues

A questo punto sappiamo che ogni accordo Pilastro del blues può essere anticipato dalla sua dominante secondaria ma anche dal suo II grado. La figura 10 mostra un blues in Eb con varie dominanti secondarie applicate agli accordi pilastro del blues.

Figura 10
Figura 10

Questa è una delle infinite possibilità di applicazione del concetto.

Ora che tra tutta questa selva di accordi sai riconoscere i punti nodali del Blues (quelli che io chiamo i Pilastri) e gli accordi inseriti come dominanti secondarie, ti risulterà tutto più facile da capire. Questi accordi servono per arricchire la sonorità di un blues. La cosa più interessante è che queste sostituzioni non devono per forza essere pre-organizzate dai musicisti. Ad esempio il bassista può usarle senza che il pianista lo sappia in anticipo e vice versa. In tutti i modi i pilastri sono sempre allo stesso posto e il blues scorrerà senza intoppi.

Prova a scoprire tutte le dominanti secondarie della figura 10. Nel caso la figura 10 ti sembri ancora confusa, controlla le risposte nel video oppure chiedimele via mail.

Alla prossima!

Vai-al-bassista-contemporaneo-2

2 pensieri su “Perché sono così utili le dominanti secondarie nel blues?

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