I pilastri armonici del blues

In questo post analizziamo la struttura armonica di base del blues, tenendo sempre presente il fatto che il blues rappresenta un patrimonio culturale talmente ricco e profondo che potrebbe essere affrontato anche da altri punti di vista, emotivo, razziale, sociologico, formale… Già in precedenza avevo parlato del blues, dedicandomi in particolare alla scala blues: La scala blues in 5 passi  e Not so blue sul basso. Questi due articoli sono la premessa di questo post, che però può essere letto e capito anche autonomamente.

Pilastro 1: Le 12 battute del blues
Per i primi, autentici cantanti e suonatori del blues spontaneo pre-jazzistico (fino agli anni ‘20 del XX secolo), la scala usata era quella blues e quello era il loro unico modo vocale e strumentale, senza distinzioni tra blues maggiore e minore. Per quanto riguarda la forma metrica, occorre chiarire che fino agli anni ‘20 la forma blues era costituita da una strofa e un ritornello, con una durata che variava dalle 8 alle 16 battute. Con la pratica vocale del blues classico (dagli anni ’20 in poi), il blues tende a stabilizzarsi sulle 12 battute. Questa è la forma che prendiamo in considerazione, sapendo però che il blues ha continuato ad evolversi da un punto di vista della forma, del numero di battute, dei contesti sonori ecc. Tanto è vero che lo troviamo in artisti non tipicamente associati al blues come i King Crimson, Charlie Parker, i Beatles, Elvis Presley…. Evitiamo quindi di considerare il blues di oggi esclusivamente come una schematica e univoca formuletta!

Detto questo, entriamo nell’argomento mostrando come la struttura di 12 battute viene divisa in tre frasi di quattro battute, dove ogni frase è imperniata su una delle tre funzioni armoniche: Tonica, Dominante e Sottodominante.

Figura 1
BOB Pilastri del Blues Figura 01

La figura 2 sviluppa la struttura usando le tre funzioni (tonica, dominante e sottodominante) in tonalità di C.

Figura 2
BOB Pilastri del Blues Figura 02

Guarda questo video in cui io al piano e Nicola Govoni al basso elettrico suoniamo un blues in C, partendo dal minuto 1.00. Anche se vengono usati molti accordi in qualità di sostituzioni, la base è esattamente quella di figura 2.

La figura 3 trascrive la struttura del blues di figura 2 sotto forma di sigle. In questo modo possiamo trasportare il blues partendo da qualsiasi altra tonalità

Figura 3
BOB Pilastri del Blues Figura 03

Per impadronirti della sonorità di questa struttura, guarda il video a partire dal minuto 5.02. Ascoltalo diverse volte fino a sentire la successione delle diverse armonie.

Pilastro 2: Variante del IV grado nella battuta 2
La prima variante della struttura di base è data dall’aggiunta del IV grado sulla battuta 2 del giro di blues, per tornare alla tonica nelle battute 3 e 4.

Figura 4
BOB Pilastri del Blues Figura 04

Pilastro 3: Variante del IIm7/V7 nelle battute 9 e 10
È interessante notare che in decenni di pratica del blues la successione è continuata a modificarsi con l’aggiunta di sostituzioni, estensioni, sintesi ecc., ma la posizione delle tre funzioni è sempre rimasta identica. Nel pilastro 3 la variante del IIm7/V7 è diventata una prassi tipica della struttura armonica usata in contesto jazzistico.

La figura 5 mostra la struttura di base formata dai pilastri del blues, che possono essere poi sviluppati a seconda dello stile musicale (jazz, funk, Rhythm’n Blues, jazz fusion…).

Figura 5
BOB Pilastri del Blues Figura 05

Per impadronirti della sonorità di questa struttura, guarda il video a partire dal minuto 5.39, dove io suono sempre il piano. Ascoltalo diverse volte fino a sentire la successione delle diverse armonie. Ora sei pronto per rivedere il video dal minuto 1.00 ed avvertire in maniera chiara i pilastri della successione armonica del blues.

TIP: canta le fondamentali degli accordi che senti nelle battute 1, 5, 7, 9, 10, 11, 12. Ti accorgerai che, anche se le linee suonate da Nicola e me sono sempre diverse, questi accordi rimangono esattamente al loro posto! Riuscire a cantare con precisione le fondamentali mentre la musica suona sotto di te è un traguardo molto importante per lo sviluppo del cosiddetto orecchio armonico. Quindi continua sempre a cantare internamente o con la voce e a pensare i suoni. La prossima vedremo come passare al livello successivo, aggiungendo dominanti secondarie e accordi diminuiti.

RIFERIMENTI
Questa struttura armonica è stata molto usata da famosissimi musicisti come Eric Clapton, James Brown, John Lee Hooker, Muddy Waters, Robben Ford, Led Zeppelin… per citarne alcuni. Fai una ricerca magari su youtube o procurati la loro discografia, e mettiti alla prova nel cercare questi elementi nei loro brani.

E ora un altro esempio tratto dalla mia videoteca, eseguito con tecnica slap e double feel.

Questa è la trascrizione della linea di basso:
Figura 3

Alla prossima!
Tiziano

Bassista contemporaneo 1_articoli_Bob

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