Come improvvisare un solo con facilità su un’armonia complicata?

La risposta è piuttosto semplice e indicativamente può essere sviluppata in tre fasi:
–   Trova i punti più importanti armonicamente e le scale relative del pezzo
–   Enfatizza questi punti facendoli sentire melodicamente
–   Con molta elasticità segui dove ti porta l’orecchio.

Questo post si concentra sulla prima (la più importante) di queste tre fasi e rappresenta la continuazione dell’articolo Very Early di Bill Evans, un’ottima occasione per una bass line e un assolo in 3/4 e dell’altro articolo Domanda per tutti: cosa sono queste dominanti secondarie??

Parti da questi due articoli, se non li hai ancora letti, altrimenti resta su questa pagina guardandoti per prima cosa il video direttamente dal minuto 1’ 50’’, dove inizia il solo di contrabbasso in cui utilizzo alcuni “trucchetti” che ti spiego in questo articolo.

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E ora buon video!

Per sviluppare il primo dei tre requisiti necessari per improvvisare facilmente su armonie complesse, ovvero trovare i punti più importanti armonicamente e le relative scale, ci occuperemo di:
1. Definizione di scala struttura e sovrastruttura
2. Allargamento da scala struttura/sovrastruttura ad armonia struttura/sovrastruttura
3. Centro tonale allargato
4. Applicazione sul contrabbasso dei tre punti precedenti

1. Definizione di scala struttura e sovrastruttura
Gli accordi e le scale sono il materiale con cui si costruisce la musica: l’armonia, la melodia del solista, il riff, il giro di accompagnamento del basso, ecc. Come preparazione a questo post, se lo sentissi necessario, ti consiglio di consultare anche il post I modi della scala maggiore I parte.

Gli elementi accordo-scala hanno i seguenti due usi:
a. Scala con funzione di struttura, cioè in funzione dell’armonia
b. Scala con funzione di sovrastruttura, cioè in funzione delle melodia

a. La scala con funzione di struttura è la scala che genera gli accordi e i rapporti tra gli accordi interni a un brano, ovvero genera gli accordi e la melodia. La Figura 1 mostra questo tipo di uso delle scale, in cui la scala di C maggiore o i modi derivati e le armonie derivate sono equivalenti. Dm7/G7/Cmaj7 sono tutti ottenuti dalle note delle scala di C maggiore, e per questo motivo vengono definiti II/V/I della tonalità di C maggiore.

Figura 1

b. La scala con funzione di sovrastruttura è la scala in relazione all’accordo su cui è usata, senza essere condizionata dai movimenti armonici che precedono e seguono tale accordo.

Figura 2

In pratica la successione Dm7/G7/Cmaj7 (ovvero II/V/I grado) di una tonalità è ottenuta in questo caso dalla scala di C maggiore, mentre le scale sovrastruttura usate sul V e sul I sono derivate da altre scale:
– G locrio è il VII modo delle scala di Ab maggiore
– C lidio è il IV modo della scala di G maggiore.

Queste scale sovrastruttura sono perfettamente utilizzabili sull’armonia perché i loro punti importanti sono in comune con la relativa scala struttura:
– C lidio ha solo il F# di differenza con il C ionico
– G locrio ha in apparenza tante note di differenza dal G misolidio, ma considerando che il G7 è un accordo di settima di dominante, accetta bene le tipiche dissonanze del Blues (vedi post Not so blue). Il Ab è la nona minore del G, Bb è la nona eccedente, Db è la quinta diminuita, Eb è la quinta eccedente.

La scelta della scala sovrastruttura da usare è determinata dal grado di dissonanza che si vuole ottenere, cioè dal tipo di note che differiscono dalla scala struttura. In figura 3 elenco alcune possibilità.

Figura 3

A questo punto bisogna chiarire questi modi nuovi:
– Il modo G misolidio b7 è il IV modo delle scala minore melodica ascendente o jazz minor (cioè D jazz minor)
– G superlocrio è il VII modo delle scala jazz minor (cioè Ab jazz minor)
– G frigio #3 è il V modo della scala minore armonica (C minore armonica)
– G alterato bb7 e il VII modo della scala minore armonica (Ab minore armonica)

In pratica l’uso della scala sovrastruttura è derivato direttamente dal sistema modale. È come se ogni accordo costituisse un modo a sé (ogni accordo è una mini-struttura orizzontale), le cui note non hanno obbligo di preparazione e risoluzione rispetto all’accordo. L’uso della scala sovrastruttura è da considerare come una fusione tra il sistema tonale e quello modale, ed è alla base di tutta la musica contemporanea.

2. Allargamento da scala struttura/sovrastruttura ad armonia struttura/sovrastruttura
A questo punto vediamo un concetto che a una prima impressione potrebbe sembrare un po’ cerebrale e che invece ci permetterà di semplificare notevolmente i problemi legati all’armonia e alle scale. Il concetto si basa sulle scale sovrastruttura viste sopra.

Domanda: A cosa mi serve conoscere le scale sovrastruttura?
Risposta: Le scale struttura e sovrastruttura servono per tenere sotto controllo il materiale a disposizione e poterlo combinare nell’improvvisazione e nella composizione.

La figura 4 è da riferire ai colori della figura 3. In pratica la scala struttura verde è la più consonante (sonorità In), mentre le altre scale sovrastruttura aumentano di dissonanza via via che si avvicinano al rosso (sonorità Out).

Figura 4

Chiaramente la sonorità In o Out è data dal grado di differenza esistente tra l’armonia, ovvero il rapporto tra le voicing usate dallo strumento che accompagna, e il tipo di scale usate dal solista. Se ho una struttura armonica estremamente veloce con cambi di accordi rapidissimi (ritmo armonico intenso), e contemporaneamente utilizzo scale struttura, non otterrò sonorità particolarmente dissonanti, purché l’ascoltatore sia in grado di sentire i cambi con agilità. Un ascoltatore abituato ad ascoltare solo musica dal ritmo armonico molto lento e disteso riceverà da un ritmo armonico intenso pur consonante un effetto di confusione, che definirà erroneamente Out.

In pratica è logico pensare che l’uso delle scale sovrastruttura porta a dover cambiare modi e quindi la scala da cui derivano relativamente ai diversi accordi, questo perché se uso una scala unica per una successione armonica significa che quasi esclusivamente dovrò usare la scala struttura, quindi la sonorità sarà sempre In. La figura 5 rappresenta tre esempi e l’effetto che si ottiene usando scale struttura o sovrastruttura su un’armonia tonale perfettamente consonante.

Figura 5

– Nell’esempio 1 si usano le scale struttura ovvero perfettamente consonanti con l’armonia. L’armonia è verde, cioè una sonorità tonale consonante e le scale rinforzano perfettamente la sonorità In.
– Nell’esempio 2 si usano scale sovrastruttura che rispetto all’armonia creano dissonanze, ottenendo una sonorità Out.
– Nell’esempio 3 si usano scale sovrastruttura che rispetto all’armonia creano dissonanze molto dure, ottenendo una sonorità Out estrema.

E se cambiassimo le carte in tavola? Se decidessimo di ribaltare i punti di riferimento?? Immaginiamo che la parte armonica sia ricca di dissonanze armoniche ottenute attraverso accordi alterati, sostituzioni, unità sovrapposte, ecc. Ragionando in questo modo potrei utilizzare scale estremamente semplici o addirittura una sola scala che derivi dalla struttura di base, ottenendo però una sonorità decisamente out!

La figura 6 ne è un esempio, arricchendo con voicing particolari e sostituzioni il classico Turnaround in C maggiore. La struttura armonica di base è Cmaj7/Am7/Dm7/G7/C.

Figura 6

La figura 6 dimostra che mantenendo sempre costante la scala di C maggiore, ovvero la scala struttura (sonorità In rispetto all’armonia di base), e modificando l’armonia sottostante si ottiene una sonorità che richiama un effetto Out. Il tutto usando semplicemente un’unica scala!!

3. Centro tonale allargato
Allarghiamo ora i nostri orizzonti. Utilizzando i punti armonicamente importanti di una struttura complessa e le scale relative, possiamo improvvisare una melodia con relativamente poche scale da dover controllare. In pratica, anche se seguire ogni accordo con la relativa scala ti fa suonare correttamente, è preferibile cercare di utilizzare scale che possono, con piccole modifiche, appartenere a più accordi di centri tonali diversi, al fine di non spezzare troppo le frasi musicali.

4. Applicazione sul contrabbasso
Per un’applicazione pratica di questi concetti, utilizziamo ancora il brano Very Early di Bill Evans. Guarda di nuovo il video direttamente dal minuto 1’ 50’’ e cerca di individuare nel mio solo di contrabbasso gli accorgimenti che ti ho spiegato finora. La figura 7 mostra la struttura armonica di Very Early (analisi armonica e scale relative).

Figura 7

Dall’analisi armonica si notano queste caratteristiche:

Elemento 1 (figura 7).
Il brano attraversa 5 centri tonali maggiori che partendo dal B maggiore si muovono di semitono. La figura 8. mostra i centri tonali sotto forma di note, le note verdi sono i centri tonali che fanno da perno e su cui risolvono gli altri, la durata dei centri tonali è data dal tipo di figure ritmiche usate.

Figura 8.

Elemento 2 (figura 7).
C’è un pattern armonico che ricorre 3 volte e che permette al musicista, trovandosi nella zona del pattern, di suonare prevedendo come comportarsi. Il pattern che ricorre è: Ab7b9/Dbmaj7/G7/Cmaj7, in pratica V/I che scende di semitono. Nella figura 8 è rappresentato dai centri Db – C evidenziati da parentesi.

Elemento 3 (figura 7).
In Rosso sono riportate tutte le scale struttura per ogni accordo. Essendoci molti accordi alterati, i modi relativi sono spesso derivati dalla scala jazz minor e minore armonica. Questi sono i più strani:
Frigio #3 = V modo della scala minore armonica
Misolidio #4 = IV modo della scala minore melodica, più conosciuto come lidio b7.

Elemento 4 (figura 7).
In Verde ho indicato le scale dei centri tonali allargati, che possono essere usate per improvvisare sulla struttura con una buona percentuale di riuscita. La logica con cui ho scelto una scala rispetto ad altre dipende dal numero di note in comune tra due accordi. Ad esempio i centri tonali di Eb e Db sono stati inglobati nel centro di Ab maggiore, in quanto le alterazioni di Eb (3 bemolle) e di Db (5 bemolle) hanno molto in comune con la tonalità di Ab (4 bemolle).

Il contrabbasso nella zona del capotasto
La figura 9 mostra la trascrizione dell’inizio del solo del video per il 3° chorus (circa dal minuto 1’ 50’’).

Figura 9

La trascrizione è in chiave di violino perché il solo è eseguito quasi completamente a capotasto. La figura 10 mostra le scale dei centri tonali allargati applicati nella zona del capotasto. Il quadrato nero indica la fondamentale della scala da cui deriva il modo.

Figura 10



Suggerimento: fai molta pratica con le scale nelle posizioni a capotasto e prova ad improvvisare delle melodie. Essere chiari con l’intonazione e la tecnica in questo registro del contrabbasso è difficile e contemporaneamente molto stimolante.

Spero che tutto questo possa aiutarti come lo ha fatto per me!

Ciao.
tiziano

4 pensieri su “Come improvvisare un solo con facilità su un’armonia complicata?

  1. Bellissimo articolo, unica pecca, almeno per me, non aver messo all’inizio della spiegazione almeno una foto con lo standard in modo da avere l’armonia “reale” davanti mentre si leggono le tue considerazioni. Grazie mille, Janko.

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