Very Early di Bill Evans, un’ottima occasione per una bass line e un assolo in 3/4

1. Introduzione
Esistono diversi jazz tunes scritti in 3/4 e conosciuti come jazz waltz. Si tratta di un tipo particolare di jazz feel che ha bisogno di attenzione rispetto al molto più noto e simmetrico 4/4. In questo post vorrei mostrare alcuni accorgimenti da adottare per suonare una linea di basso e un assolo su jazz waltz.

Guardati intanto questo video in cui applico alcuni di questi concetti sulla struttura di Very Early del leggendario Bill Evans.

2. Questioni ritmiche
Dal punto di vista delle scelte ritmiche sul basso e contrabbasso, nel jazz waltz si aprono molte possibilità. Prima di tutto conviene acquisire scioltezza nel feeling del 3/4, per questo consiglio di lavorare mantenendo una pulsazione costante del piede sul 2° movimento della battuta (vedi video), onde evitare di enfatizzare troppo il 1° movimento che costituisce il riferimento armonico di base. Questo indipendentemente dal numero di note presenti nella battuta.

Figura 1

Su questa base ritmica tenuta dal piede sul 2° movimento, il basso può lavorare con tre tipologie ritmiche essenziali:
– basso in 1 (molto comodo)
– basso in 3 (abbastanza comodo)
– basso in 2 (un po’ più elaborato)

Vediamo queste tre strutture in dettaglio!

Basso in 1, cioè con una nota di tre quarti per battuta.
Figura 2

Basso in 3, cioè con tre note di un quarto per battuta.
Figura 3

Basso in 2, cioè con due note di un quarto puntato per battuta.
Figura 4

Quest’ultimo tipo di ritmica viene detto anche duina e può essere scritto sia con legatura sia con il punto di valore.

Figura 5

Dal basso in 3 si possono ricavare varie elaborazioni.
Figura 6

Dal basso in 2 si possono ricavare ulteriori elaborazioni.
Figura 7

3. Scelta delle note sull’armonia
Anche se gli accordi cambiano ad ogni battuta, nel 3/4 non sempre è necessario usare la fondamentale di ogni accordo sul 1° movimento della battuta (come sarebbe nel classico 4/4). La fondamentale sul 1° movimento chiarisce bene l’armonia ed è un buon modo per iniziare ad approcciare il tempo in 3/4, tuttavia è possibile usare le altre note dell’accordo sul battere e realizzare comunque una chiara successione armonica. Tra le migliori note da scegliere, sono da preferire la terza, la quinta o la settima.

Figura 8 (uso di fondamentali e rivolti)

Nel caso di una struttura modale, cioè ferma su un unico accordo, l’accorgimento di non suonare la fondamentale sul 1° è in pratica indispensabile per non bloccare la linea sulla tonica, rendendola monotona e piatta. L’esempio è basato sul C misolidio (vedi altro mio post i modi della scala maggiore)

Figura 9 (uso delle note del modo relativo)

4. Linea di basso su Very Early di Bill Evans
Qui di seguito è riportata la trascrizione di una parte della linea di basso che suono nel video. Analizzala dal punto di vista ritmico e della scelta delle note, per verificare gli elementi illustrati in questo articolo. Il prossimo sarà invece dedicato all’analisi dell’armonia e della scelta delle scale per la parte dell’assolo dello stesso pezzo.

Figura 10

5. Conclusione
Il tempo jazz waltz è molto interessante e rappresenta un “mondo a sé” tra le esperienze che un vero musicista jazz dovrebbe inserire nel proprio percorso. Risulta chiaro che suonare in tempo di 3/4 offre tantissime possibilità ritmiche dal punto di vista della bass line, in quanto consente di creare una base ritmica in 1, in 2 o in 3 e relative varianti. Sta quindi alla sensibilità del bassista decidere se e quando passare da un tipo di ritmica all’altro, così da sottolineare gli sviluppi tra una sezione e l’altra del brano.

Infine, per approfondire l’argomento dell’accompagnamento, ti suggerisco di acquisire familiarità con il jazz waltz ascoltando l’infinito elenco di brani tratti dai diversi trii di Bill Evans, specialmente con i bassisti Scott La Faro, Chuck Israel, Eddie Gomez e Marc Johnson (alcuni tra i più noti: “Waltz for Debby”, “Alice in Wonderland”, “Elsa”, “Emily”, “Moonbeam”, “Too Lonely People”, …). Scoprirai infiniti sistemi di combinare le possibilità ritmiche creando una maniera molto fluida di stare sul tempo. Il floating, inteso appunto come modo di “fluttuare sul tempo”, rappresenta un aspetto estremamente interessante della sezione ritmica, in particolare riferita a basso e batteria. Ti invito ad ascoltare musicisti come Ron Carter con Tony Williams, Jimmy Garrison con Elvin Jones, Miroslav Vitous con Roy Haynes, Dave Holland con Jack DeJohnnette e Steve Swallow con Joe Chambers. Da loro possiamo trarre ispirazione continua su un modo molto particolare di “stare sul tempo” nato con il 3/4 ma traslato altrettanto efficacemente anche sugli altri tempi.

Ci vediamo al prossimo appuntamento per un’analisi del solo, dell’armonia e delle scale dello stesso brano.

Ciao, tiziano

Un pensiero su “Very Early di Bill Evans, un’ottima occasione per una bass line e un assolo in 3/4

  1. Pingback: [Groove 4] Come stare sul tempo Jazz Waltz? | Best of bass

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