I modi della scala maggiore – Parte 1

Perché imparare i modi?

La risposta è molto semplice, direi quasi banale. E per inciso è applicabile per tutti i musicisti indipendentemente dallo strumento suonato, i quali potranno trarre materiale molto utile da questo articolo.

(Quando avrai letto questo articolo, ricordati di passare alla seconda parte Modi della scala maggiore parte 2per avere una visione completa su questo argomento).

Ma intanto, cosa sono i modi?

I modi sono delle scale, ovvero delle successioni ordinate di note. Le note di una scala possono essere usate in fila, seguendo l’ordine della scala stessa, oppure combinate a piacere in base al nostro gusto musicale o a tanti altri fattori.

E dove ci porta tutto questo? Alla conclusione che i modi sono elementi utilissimi per improvvisare o per comporre musica! Tra le scale più usate per questo scopo, infatti, oltre alla scala pentatonica (Quante cose si possono fare con una scala pentatonica e Scale pentatoniche: Come mai un semitono cambia tutto?) e alla scala blues (La scala blues in 5 passi e Not so blue sul basso), dobbiamo considerare anche i modi della scala maggiore.

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Ti faccio subito un esempio. Il titolo del video è “Tempo Inverso” ed è tratto dal mio spettacolo Specchio Asimmetrico. Bene, questo brano è costruito interamente sul modo D eolio. Ti invito a guardarlo!

Il modo eolio è uno dei sette modi della scala maggiore che scopriremo qui. Ti anticipo che questo post ti potrà apparire un po’ “tecnico” e complicato (o forse no!), ma se segui il ragionamento fino alla fine ti renderai conto delle enormi possibilità che ti si apriranno e che potrai sfruttare per improvvisare sul tuo strumento (basso elettrico, contrabbasso, pianoforte, sax, …) o per comporre musica.

Introduzione ai modi della scala maggiore
I modi della scala maggiore non sono altro che le diverse scale ottenute suonando per un’ottava a partire da ciascuno dei gradi della scala stessa.

Figura 1

Per capire il senso, la costruzione e l’utilizzo dei modi occorre conoscere questi punti:

1. La scala maggiore e la derivata minore sono formate dalle stesse note
2. La triade può essere considerata il riassunto della scala
3. Le quadriadi sono un riassunto meglio definito della scala rispetto alle triadi
4. Le quadriadi possono essere costruite su ogni grado, diventando il riassunto dei modi della scala.

Vediamo questi quattro punti in dettaglio.

1. La scala maggiore e la derivata minore (ad esempio C maggiore e la derivata A minore) sono il fondamento delle tonalità di modo maggiore e minore.

Figura 2

b. La triade maggiore può essere considerata il riassunto della scala maggiore, lo stesso dicasi per la triade minore in rapporto alla scala minore naturale, alla minore armonica e alla minore melodica.

Figura 3

3. Le quadriadi o accordi di settima sono un riassunto della scala più particolareggiato delle semplici triadi, perché con quattro note della scala su sette si ottiene una definizione superiore che con tre note (es.: CΔ è formato dalle note C, E, G, B, quindi della scala di C maggiore restano (nel senso restano fuori??) le note D, F, A).

4. Le quadriadi possono essere costruite su ogni grado, riassumendo così le varie scale (ovvero i modi della scala). In pratica i modi sono strettamente collegati con l’accordo, che è un riassunto del modo stesso.

Figura 4

Il concetto di modo è in realtà abbastanza facile da capire:

  • Il I modo (ionico), relativo all’accordo di Settima maggiore (scritto M7 oppure 7∆ oppure Maj7), corrisponde alla scala maggiore
  • Il VI modo (eolio) della maggiore, relativo all’accordo minore settima (scritto m7), corrisponde alla scala minore naturale
  • I rimanenti modi usano lo stesso procedimento riportato sugli altri gradi.

Suggerimento: a questo punto ti consiglio di memorizzare bene i nomi dei sette modi e i relativi accordi.

Fra tutti, lo ionico e l’eolio sono i due modi con le caratteristiche più dissimili, avendo lo ionico una sonorità più spiccatamente maggiore e l’eolio una sonorità più spiccatamente minore.

Figura 5

Il modo locrio, avendo una triade diminuita come accordo principale, non è né maggiore né minore.

Costruzione dei modi
Per risalire alle note di un modo si possono usare tre strade:

1. Modi derivati
2. Modi paralleli
3. Modi per differenza

Ognuno di questi tre sistemi di ragionamento presenta dei vantaggi e la capacità di usarli con scioltezza, passando da uno all’altro senza difficoltà, permette di risolvere di volta in volta una serie di problemi.

Vediamoli in dettaglio!

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Modi derivati
Chiamiamo derivati i modi che presentano le stesse alterazioni in chiave. Questo procedimento ti permette di risalire sempre alla scala maggiore da cui deriva il modo.  Esempio:

G7 misolidio = V modo di C maggiore
Fm7 frigio = III modo di Db maggiore
C#ø locrio = VII modo di D maggiore

Figura 6

Modi paralleli
I modi paralleli sono i modi con identica radice, ovvero costruiti partendo dalla stessa nota. In questo caso si usano gli intervalli che formano il modo riferiti alla fondamentale per distinguerli tra loro, senza bisogno di metterli in relazione con la scala maggiore derivata.

Figura 7

Questo sistema può sembrare all’apparenza complicato ma, imparando una forma base per ogni modo, scopriamo che è il più semplice (almeno per bassisti e contrabbassisti). Continua a leggere perché tra poco tutto ti diventerà più chiaro.

Modi per differenza
I modi per differenza si ottengono confrontando gli intervalli del modo che si sta suonando con gli intervalli di un altro modo preso come modello e individuando le relative differenze. Nella Figura 8  i modi più comodi sono l’eolio per le sonorità minori e lo ionico per quelle maggiori. Quindi per ottenere un modo dorico basta alzare la 6 di un modo eolio. Per ottenere un frigio basta abbassare la 2 sempre da un eolio.

Figura 8

Se si tratta di modi con la stessa radice, ovvero di modi paralleli, può essere comodo analizzare le differenze tra questi due modi come nel caso della Figura 9.

Figura 9

Applicazioni pratiche
A questo punto ti invito ad impadronirti veramente bene di questo materiale, sviluppandolo da tutti i possibili punti di vista:

1. Teorico
2. Visivo
3. Uditivo
4. Cinestesico

1. Teorico. Saper ritrovare i nomi di ciascun modo velocemente, trasportandoli in tutte le tonalità
Scrivi e canta l’accordo e il relativo modo.

Figura 10

Scrivi e canta i seguenti modi analizzando gli intervalli (paralleli).

Figura 11

Scrivi e canta i seguenti modi derivati.

Figura 12

2. Visivo. Memorizzare quanti più possibili schemi (io le chiamo forme) sul basso o sul contrabbasso. Queste sono dette forme base.

Figura 13

3. Uditivo. Riconoscere il suono di ogni modo quando questo viene suonato da altri, saper cantare ogni nota del modo prima che sia suonata dallo strumento.

Canta pezzi di queste scale creando melodie e assimilando il suono.

4. Cinestesico. Memorizzare e analizzare i movimenti che le mani fanno nel suonare i modi e combinazioni casuali delle note dei modi.

Come posso usare questo materiale?
Il brano Tempo Inverso è uno dei tanti esempi di come usare i modi sia per comporre sia per improvvisare. Dopo aver assimilato il materiale di questo post, il passo successivo è infatti di suonare usando i modi per improvvisare. Considera che i modi vengono usati in un’infinità di brani e che spesso gli stessi musicisti che li usano non sanno di usarli!! Eccoti un paio di esempi.

Un pezzo come “Give it Away” dei Red Hot Chili Pepper è costruito su un modo poi trasportato su un’altra radice. Riesci a capire di quale modo si tratta?

E quest’altro?

E se andassi oltre?!
Una volta chiare le basi della costruzione dei modi, ti si apriranno innumerevoli strade per poterli sperimentare ed utilizzare (per questo sono così fondamentali nella musica creativa). Ecco alcuni spunti per i più curiosi:

  • Cambiare i modi mantenendo una nota bassa come pedale
  • Combinare diversi accordi su uno stesso modo (armonizzazione della scala)
  • Usare accordi per quarte su un giro di base modale…
  • Ne sai trovare degli altri?

Continua a seguirmi perché prossimamente ti darò ulteriori spunti per lavorare con i modi.

Ciao.
tiziano

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7 pensieri su “I modi della scala maggiore – Parte 1

  1. Ciao,
    ho scoperto oggi il tuo blog che trovo molto interessante, pieno di informazioni, spiegazioni e utili consigli.

    Solo una curiosita’: perche’ i diagrammi con le scale, tipo fig. 13, sono disegnati come se visti attraverso il manico? In tutti i libri che ho consultato la rappresentazione e’ diversa e ci vuole un po’ per abituarsi.

    Alessandro

    PS
    Credo che questo diventera’ uno dei miei blog preferiti!!!

    "Mi piace"

    • Ciao Alessandro, felice di averti stimolato con il BOB!!
      La tua osservazione sul diagramma è molto giusta, non uso il solito sistema di TAB perchè è molto riduttivo. Immagina di metterti davanti ad uno specchio con il basso e contemporaneamnete al tuo fianco il diagramma, in questo modo puoi leggere il diagramma (che io chiamo grafico della tastiera) e vedere attraverso lo specchio la tastiera del basso orientata allo stesso modo.
      Risultato? Posso suonare senza mai guardare direttamente il basso ma controllando attraverso lo specchio. Così mi abituo a suonare senza guardare il basso, evito di perdere tempo a girare la testa tra leggio e tastiera e riesco anche leggere musica alla grande e senza fatica!!
      Comunque se vuoi altre info vai nel post: Per iniziare, Grafico delle tastiera, ma anche tutti gli altri sono pensati con molta attenzione per farti imparare veramente!!
      Grazie ancora Alessandro.
      Ciao.
      tiziano

      "Mi piace"

  2. Pingback: I modi della scala maggiore – Parte 2 | Best of bass

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