Scale pentatoniche: come mai un semitono cambia tutto?

Ciao! In questo articolo proseguiamo il discorso sulla scala pentatonica, aggiungendo all’esposizione teorica della volta scorsa una serie di concetti molto utili che potrai mettere subito in pratica sul tuo strumento (innanzi tutto basso elettrico o contrabbasso, ma per estensione anche pianoforte, sax, …). Detto in altri termini, in questo post passiamo all’azione!!!

Prima di iniziare, se hai qualche dubbio su scale blues e scale pentatoniche, ti suggerisco di andare a rivedere questi articoli:

Perché
Oggi molti musicisti utilizzano il concetto di suonare pentatoniche In, cioè consonanti all’armonia, per passare out e creare dissonanze, per poi rientrare In. È possibile ottenere questi effetti sviluppando ulteriormente il discorso sulle pentatoniche, cioè allargando il concetto di pentatonica In e Out ed estremizzando l’uso della scala Blues. E sono appunto questi gli argomenti di cui andremo a parlare in questo articolo. Alla fine, ti renderai conto di avere a tua disposizione molti elementi in più che potrai aggiungere al tuo modo di suonare, incrementando il tuo bagaglio di possibilità espressive! Interessante, vero?

Per iniziare, ti invito a guardare questo video registrato recentemente con lo Stylus Contrabass, dove uso buona parte del materiale oggetto di questo post.

Lo Stylus contrabass (in questo articolo puoi leggere una presentazione di questo nuovissimo strumento che mi sono fatto costruire su misura) presenta diverse difficoltà a livello tecnico e di intonazione quando si tratta di realizzare delle linee con pentatoniche che si muovono di semitono. Allo stesso tempo, trattandosi di uno strumento senza tasti, permette di ottenere sonorità morbide e dissonanze non troppo aspre.

Cosa
La figura 1 ripresenta la scala pentatonica di C maggiore o A minore e mostra come questa scala copra una parte del ciclo delle quinte, cioè cinque note su un totale di dodici.

Figura 1

La figura 2 costruisce una scala pentatonica maggiore per ognuna delle note del ciclo delle quinte e chiarisce come le scale vicine tra loro abbiano sempre quattro note uguali su cinque.

Figura 2

Le scale di C e G differiscono solo per una nota, come mostra la figura 3. Lo stesso avviene tra pentatoniche di C e F, F e Bb….

Figura 3

Nel post precedente (Quante cose si possono fare con una scala pentatonica?) abbiamo visto che, oltre alla pentatonica di base, si possono considerare come pentatoniche con sonorità In anche quelle adiacenti del ciclo delle quinte. Questo perché quattro suoni su cinque sono in comune. In pratica, più le note di una pentatonica sono simili alla pentatonica di base, più saranno da considerare consonanti. Analogamente, con questo ragionamento si capisce che le pentatoniche più Out sono quelle più distanti dalla nota di riferimento (in questo caso il C) nel ciclo delle quinte.

A questo punto si possono fare dei confronti per individuare quante note ci sono in comune o differiscono tra una scala presa come riferimento e un’ulteriore scala. Dalla figura 4 si possono ricavare 6 diversi gruppi di consonanze/dissonanze (cioè In/Out), partendo dalla scala di C che qui è l’unica con sonorità In colorata in verde.

Figura 4

LEGENDA
1. Verde scuro: sonorità consonanza massima (In) (C maggiore)
2. Verde chiaro: sonorità consonanza media (G o F maggiore)
3. Giallo e arancione: sonorità In e Out mista (D e Bb, A e Eb, E e Ab maggiore)
4. Rosso: sonorità dissonante (Out)
5. Fucsia: sonorità estremamente dissonante (estremo Out).

Chiaramente questo approccio potrà essere trasportato in qualsiasi tonalità mantenendo gli stessi rapporti di consonanza/dissonanza.

Come
Usiamo la scala pentatonica di B minore alternandola In/Out nelle tre zone del contrabbasso, servendoci sempre dello Stylus Contrabass. Se hai qualche dubbio sulla definizione di “zona” nel contrabbasso e sull’uso delle relative diteggiature, ti suggerisco di rileggerti questi 3 articoli pubblicati qualche tempo fa:

L’idea è di considerare la scala pentatonica di B minore (o D maggiore) come scala In nelle tre diverse zone del contrabbasso.

La figura 5 mostra la tastiera dello Stylus e la posizione della scala pentatonica di B minore applicata alle tre zone studiate. Questa è l’accordatura dello Stylus Contrabass, partendo dalla corda bassa: E (che chiamo IV corda), A (III corda), D (II), G (I) , C (corda 0)

Figura 5

Con la pentatonica di B minore usiamo quindi:

  • I posizione (zona del manico)
  • IV posizione (zona dell’attacco del manico)
  • Posizione base (zona del capotasto semicromatica)
  • IV posizione a capotasto

Per prendere confidenza con le tre diverse zone del contrabbasso, suona queste diverse diteggiature delle scala ascendente e discendente, alternando diverse velocità.

Figura 6

Su questa scala possiamo dunque applicare alcune pentatoniche Out. Nel video ho usato le scale un semitono sopra o sotto alla scala di base (B min.) prese dalla figura 6, oltre alle due scale In a fianco del B. La figura 7 mostra il ciclo delle quinte centrato sulla pentatonica di B minore, trasportando lo stesso ragionamento che avevamo fatto sul C.

Per ottenere una serie di slittamenti dolci tra In e Out conviene usare il materiale seguendo indicativamente le direzioni delle frecce della Figura 7: in pratica, è consigliabile passare da una sonorità Out all’altra risolvendola prima sulla In.

Figura 7

Suggerimenti

  • Metti sempre in relazione In e Out per verificare e tenere sotto controllo la proporzione tra sonorità consonanti e dissonanti; la loro alternanza non può essere definita in maniera rigida, perché dipende in larga parte dal gusto (e dalla preparazione) del musicista. Ascolta sempre con molta attenzione quello che suoni e valuta l’effetto che ottieni!
  • Si può dire che la pentatonica usata In/Out crei su una struttura armonica orizzontale (struttura armonica statica o modale) l’effetto di tensione e risoluzione che si ottiene nell’armonia tonale tra Tonica e Dominante. Quindi, prima di suonare Out, è buona cosa riuscire a creare frasi interessanti suonando In.
  • Nel caso particolare di uno strumento senza tasti, occorre avere le idee molto chiare e decise sull’attimo in cui “slittare“ di semitono. Un’intonazione non sicura in questi strumenti tende a creare effetti di confusione e poca chiarezza.
  • Sempre nel caso di strumenti senza tasti, anche il tocco della mano destra è di importanza fondamentale: un attacco troppo dolce delle note non produce una sonorità abbastanza convincente e, anche se l’intonazione risultasse quasi corretta, il suono suonerà fiacco e senza energia. Come dico sempre, per usare le pentatoniche con questo approccio, “bisogna credere molto al semitono!!”

Infine
Ecco dunque spiegato cosa faccio nel video: uso la pentatonica di B minore come base di riferimento, dopodichè lavoro Out cercando di controllare al massimo l’intonazione e i gradi di dissonanza, integrando e combinando vari materiali ed elementi (di cui ho parlato anche in altri post), tra cui:

  • Pentatonica In (B minore)
  • Cromatismi della scala blues
  • Pentatoniche Out, semitono sopra e sotto

Prova anche tu ad applicare questi concetti per trovare nuove sonorità sul tuo strumento!

E se hai qualche dubbio scrivimi pure. Alla prossima!
tiziano

2 pensieri su “Scale pentatoniche: come mai un semitono cambia tutto?

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