6. Zona del capotasto

Proseguiamo l’analisi del mio metodo personale per un uso chiaro e semplice della mano sinistra sul contrabbasso, con il sesto e ultimo articolo dedicato alla Zona del capotasto. Leggi prima gli altri articoli se non l’hai ancora fatto, ti serviranno sicuramente! Poi se vuoi approfondire questo tema e sviluppare la tua maestria sullo strumento, ti suggerisco di frequentare direttamente il corso di contrabbasso presso il Basslab.it.

Iniziamo! Questa zona è molto diversa dalle altre viste nei precedenti articoli (Zona del manico, Zona dell’attacco del manico) perché il pollice viene posto sulle corde e, oltre a contribuire ad avvicinare le corde alla tastiera, è spesso usato anche per suonare le note, per quanto difficili da far vibrare.

In tutta questa zona il riferimento per le posizioni non è più il dito indice (dito 1) ma il pollice, detto capotasto e segnato con ♀. La distanza tra i semitoni è estremamente ravvicinata rispetto alle posizioni del manico quindi la mano riesce a coprire diversi toni e semitoni. Questo significa che la mano sinistra nella zona del capotasto può avere tantissime disposizioni (basti vedere come veniva spiegato nei classici metodi di Isaia Billè, Franz Simandl o Edouard Nanny). Tutte queste possibili combinazioni della mano sinistra fanno sì che il contrabbassista inesperto si trovi spesso completamente disorientato, con una duplice conseguenza: si arriva a dare quasi per scontato che lo strumento in questa zona risulti stonato, oppure peggio ancora, questa zona viene eliminata dalle possibilità espressive del contrabbasso. Invece, grazie al lavoro di semplificazione e organizzazione svolto da Franco Petracchi, è possibile circoscrivere il lavoro della mano sinistra a capotasto a tre disposizioni principali che permettono di risolvere il 95% dei problemi a capotasto. Questi tre disposizioni sono denominate Cromatica, Semicromatica e Diatonica.

Quindi, per studiare la zona a capotasto dello strumento analizzeremo queste variabili:

1. Disposizione della mano applicabile alla zona, divisa in Cromatica, Semicromatica e Diatonica

2. Postura del braccio per le posizioni a capotasto

3. Cambi di posizione e sistema di scrittura

1. Disposizione della mano applicabile alla zona
Le tre disposizioni qui presentate sono ideali per la zona del capotasto ma possono essere anche usate nella zona dell’attacco del manico come diteggiature speciali.

Figura 1

a. Disposizione Cromatica
Questa disposizione delle dita è composta nell’ordine da ♀ – 1 – 2 – 3 a distanza di semitono e assomiglia nell’aspetto alla disposizione Allargata utilizzabile nella zona dell’attacco del manico. Solo l’ordine delle dita è cambiato, con ♀ come dito base. Questa disposizione ha un’estensione massima sulla stessa corda di terza minore. La disposizione Cromatica è perfetta per essere usata dalla VII posizione (detta anche posizione Base del capotasto e scritta con GP) alla VI capotasto, ma è utilizzabile efficacemente anche dalla IV del manico. La Figura 2 mostra le distanze tra le dita approssimativamente nella posizione base (GP) e nella IV a capotasto, dove le distanze sono molto più ravvicinate.

Figura 2

b. Disposizione Semicromatica
Questa disposizione ha un’estensione massima sulla stessa corda di terza maggiore ed è composta nell’ordine da ♀ – 1 – 2 – 3, con distanza di tono tra ♀ e 1 e di semitono tra le altre dita. Anche la disposizione Semicromatica è perfetta per essere usata dalla posizione Base (GP) del capotasto alla VI capotasto, ma è utilizzabile anche dalla IV del manico dove però le dita risultano molto distanziate. La Figura 3 mostra le distanze tra le dita approssimativamente nella posizione base (GP).

Figura 3

c. Disposizione Diatonica
Questa disposizione ha un’estensione massima sulla stessa corda di quarta giusta, utilizza sempre le dita ♀ – 1 – 2 – 3 e prevede tre varianti:

  • Diatonica Maggiore formata dalle distanze T – T – S
  • Diatonica Minore formata dalle distanze T – S – T
  • Diatonica Frigia formata dalle distanze S – T – T

Queste disposizioni sono perfette per essere usate dalla posizione base (GP) del capotasto fino alla VII capotasto, mentre non sono utilizzabili dalla IV del manico a causa delle distanze troppo grandi. La Figura 4 mostra le distanze tra le dita approssimativamente nella posizione base delle tre varianti della disposizione diatonica. In assoluto, la disposizione frigia è la meno comoda ed è consigliata solo per passaggi veloci.

Figura 4

2. Postura del braccio per le posizioni a capotasto
Per tutte le disposizioni a capotasto è fondamentale il controllo del peso del braccio, allo scopo di ottenere un approccio rilassato esattamente come per la zona del manico e dell’attacco del manico. In particolare qui, per esercitare una forza regolare e allo stesso tempo rilassata sulla tastiera, occorre idealmente pensare a una leva o altalena come in Figura 5, con il fulcro a circa 10 cm dal gomito.

Figura 5

La Figura 6 mostra le tre disposizioni Cromatica, Semicromatica e Diatonica viste a confronto applicate alla posizione Base.

Figura 6

Ecco un punto molto importante: quando si lavora nelle posizioni a capotasto, anche in quelle alte, è bene cercare di mantenere sempre la schiena diritta. La figura 7 mostra come la schiena rimane abbastanza diritta per non compiere sforzi inutili che a lungo andare potrebbero causare problemi di natura fisica al musicista. La posizione corretta viene ottenuta analizzando attentamente la lunghezza del puntale del contrabbasso, il quale deve permettere un approccio comodo e rilassato su tutto il registro della corda.

Figura 7

3. Cambi di posizione e sistema di scrittura
Quando la mano si sposta da una posizione all’altra, viene indicato il numero del dito che arriva alla nuova posizione. Questo significa che le note senza numero sono eseguite nella posizione dell’ultimo numero scritto. In particolare per le disposizioni a capotasto, uso specificare a fianco del numero se è Cromatica (♀c, 1c, 2c, 3c), Semicromatica (♀s, 1s, 2s, 3s) o Diatonica (♀d, 1d, 2d, 3d). La variante maggiore, minore e frigia della disposizione diatonica non viene specificata ma si ricava dal tipo di note che una determinata posizione comprende.

La Figura 8 mostra le posizioni naturali in I corda, usando nella zona del capotasto le disposizioni cromatiche e semicromatiche. Esercitati nel cambiare posizione seguendo gli spostamenti indicati in figura.

Figura 8

La Figura 9 mostra le posizioni naturali in I corda usando nella zona del capotasto le disposizioni diatoniche. Esercitati nel cambiare posizione seguendo gli spostamenti indicati in figura.

Figura 9

Bene, con questo articolo si completa la descrizione del mio metodo personale per un uso chiaro e semplice della mano sinistra. Mi auguro che tu abbia letto e magari stampato tutti e sei gli articoli dedicati a questo argomento per poterli riguardare con calma più volte. Come per tutte le discipline, è fondamentale esercitarsi assiduamente per acquisire la padronanza delle tecniche illustrate, quindi se vuoi sperimentare dei cambiamenti positivi nel tuo modo di suonare, ti suggerisco davvero di praticare gli esercizi proposti.

Ti ringrazio per l’attenzione e… al prossimo appuntamento!

2 pensieri su “6. Zona del capotasto

  1. …Questo non è un blog, sono lezioni di strumento concrete e molto ben dettagliate!
    Complimenti ! …pensavo si parlasse delle solite cavolate (suono, settaggio, elettronica…) che normalmente alimentano quasi tutti i blog.
    Per questo non avevo ancora dato un’occhiata…
    Grande Tizio.

    "Mi piace"

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