Not so Blue: La scala blues in 5 passi

In questo appuntamento voglio parlare della scala blues e di come la possiamo usare in maniera creativa, conoscendone l’evoluzione storica.

Attraverso questa logica espositiva in 5 passi, andiamo molto oltre le tipiche spiegazioni della scala blues fornite dai vari manualetti pratici in commercio. Infatti tramite l’ultimo passo (il quinto) riusciamo ad ottenere una serie di sviluppi melodici e armonici che sono più tipici della musica d’avanguardia e sperimentale.

La scala blues viene introdotta per la prima volta alla Lezione 11 del libro Bassista Contemporaneo. Poi la ritroverai in tante altre lezioni successivamente. Quindi, se stai seguendo il corso online, questo articolo ti sarà utilissimo per capire ancora meglio come funziona!

Dunque, prima di addentrarci nell’esposizione dei concetti, ti consiglio di guardare il mio video “Not so blue”, che applica quello che è spiegato in questo post.

Ecco dunque i 5 passi per arrivare ad ottenere gran parte del materiale che uso nel video.

PASSO 1: Scala maggiore e minore parallela

In figura 1 sono riportate la scala di D maggiore e la parallela di D minore naturale. Queste sono le scale di base della musica tonale europea e rappresentano il 99% del materiale usato dai compositori classici per centinaia di anni.

Le ho sovrapposte per poterne analizzare le differenze che sono date dagli intervalli. Quelli che sono i gradi forti, ovvero il I detto tonica (T), il IV sottodominante (S) e il V dominante (D), sono comuni alle due scale. Mentre il III, VI e VII grado variano da una scala all’altra.

Il II grado, pur non variando da una scala all’altra, non ha le caratteristiche di consonanza dei gradi forti e quindi verrà trattato a parte nel nostro ragionamento.

Figura 1

PASSO 2: Sovrapposizione delle due scale

Se sovrapponiamo le due scale e inseriamo i suoni in un’unica scala otteniamo le note della Figura 2.

Figura 2

Il risultato è una scala “quasi cromatica”, ovvero una scala le cui note, se usate indiscriminatamente, non producono una sonorità tonalmente accettabile. Insomma non dicono granché!

A questo punto, bisogna fare un ulteriore passo in avanti per trovare il sistema per far funzionare questa massa di note informi.

PASSO 3: Scelta delle note cardine

Il ragionamento da fare ora è quello di scegliere i suoni di riferimento tra tutte queste note, così da far risolvere il fraseggio sia nell’improvvisazione sia nella realizzazione di una composizione.

La Figura 3 mostra le note che possono essere prese come cardine di questa scala. Le note ottenute formano una scala chiamata Pentatonica minore.

Questa scala è universalmente riconosciuta come la più naturale e la più comoda da cantare e da memorizzare, sia nella versione maggiore (partendo dal F) sia in quella minore (partendo dal D).

Figura 3

Questa scala è formata dai gradi forti (I, IV e V) più la terza minore e la settima minore, e può essere divisa in 2 blocchi esattamente uguali formati da tono e mezzo tono + tono.

Peraltro è usatissima in tanta musica popolare europea ma anche nella musica extraeuropea (es. in varie zone dell’Africa o anche nell’Estremo Oriente).

Grazie a questa sua caratteristica “universale”, si presta anche a numerose altre soluzioni nel sistema modale. Ad esempio gli accordi per quarte giuste sovrapposte (nella Figura 3 le note di A, D, G, C, F) o gli accordi tipici del sistema tonale M6/9 (sempre in riferimento alla Figura 3, l’accordo di F6/9 cioè F, A, C, D, G).

Ma queste possibilità verranno affrontate in un prossimo incontro. Per ora ci concentriamo sullo sviluppo della sonorità blues 🙂

PASSO 4: Inclusione delle altre note

Dopo aver fissato le note cardine (la pentatonica minore di D), possiamo usare le altre note per risolvere sulle note cardine.

Figura 4

Queste note si vengono a trovare esattamente un semitono dietro alle note cardine e avranno un sicuro effetto se verranno spostate, o meglio risolte, di semitono sulle note della pentatonica.

Includendo le note che si trovano un semitono sotto alle note cardine, per analogia viene naturale inserire una nota anche un semitono prima del V grado.

Questa nota, pur non rientrando tra le note della scala maggiore e minore parallela di D, è giustificata in quanto svolge una funzione appunto analoga alle altre note disposte un semitono prima.

Questo suono di 4 eccedente o 5 diminuita è denominato blue note ed è estremamente efficace per creare il tipico blue mood.

Riassumendo, nella figura 5 abbiamo:

1. In nero la fondamentale D
2. In verde le note cardine o di risoluzione (pentatonica di D minore)
3. In rosso le altre note che tendenzialmente risolvono sulle verdi
4. In blu la 4ecc o 5dim che, pur non facendo parte delle scale di partenza, permette di ottenere l’effetto tensione-risoluzione simile a quello prodotto dalle rosse sulle verdi.

Figura 5

PASSO 5: Due pentatoniche in sequenza

Quest’ultimo passo è il punto di svolta di tutto il ragionamento, quello che fa la differenza rispetto alle consuete spiegazioni teoriche in merito alla scala blues. E che non trovi negli altri manuali in circolazione!

Infatti questi passo è da considerare uno sviluppo evoluto della scala blues e anche storicamente lo si può ritrovare nella musica dagli anni ’70 in poi, quindi molto recente rispetto all’uso tradizionale di questa scala (che invece risale almeno all’inizio del XX secolo).

Questo passaggio nasce dalla constatazione che la scala di Figura 5, se analizzata da un’altra angolazione, risulta formata da due scale pentatoniche esatte poste a un semitono di distanza.

O meglio: la scala pentatonica di D minore, che è la scala cardine, può essere preceduta dalla scala di C# minore pentatonica.

Figura 6

Va da sé che la scala di D minore sarà quella di partenza e di arrivo, mentre la scala di C# minore potrà essere usata per brevi frasi come scala di passaggio per creare un effetto tensione-risoluzione.

Naturalmente, l’uso efficace di questo quinto passo richiede al musicista una buona tecnica sullo strumento poiché i passaggi tra le scale di D e C#andrebbero eseguiti a velocità sostenute… oltre che tenendo conto anche di altri fattori quali lo stile musicale del brano che si sta suonando, l’organico della band ecc.

Per concludere

Il video “Not so blue” (titolo non a caso!) ti mostra alcune delle possibili applicazioni di questa scala sul basso elettrico.

Nel prossimo articolo ti darò alcuni spunti su come ho appunto lavorato nel video, e su come poter mettere in pratica queste tecniche sul tuo strumento.

Per questa volta è tutto. Alla prossima!
Tiziano

13 pensieri su “Not so Blue: La scala blues in 5 passi

  1. In italiano le note sono Do Re Mi Fa Sol La Si, mentre in inglese sono C D E F G A B dove C è Do D è Re ecc. Credo che si generi confusione quando parli, ad esempio, di F o di D; anche se la musica jazz e blues è di origine americana, io ti consiglio, per chiarezza, di usare la lingua italiana; oppure scrivere il blog in inglese…

    "Mi piace"

    • Grazie per la precisione. Credo però che se un musicista fa fatica ad usare la terminologia internazionale non arriverà oltre alle prime righe dei miei post. Quindi non sarà di sicuro in grado di portare a casa nessun vantaggio dai miei sforzi. Questo mi dispiace ma in quasi 35 anni di insegnamento ho visto che se una persona vuole capire si deve un po’ sforzare per capire e fare un salto di livello. Grazie della tua disponibilià. ciao. tiziano

      Piace a 1 persona

      • Vista la data del post di Edo Ted, è evidente che si trattava di un pesce d’aprile. Magari poco credibile ma deve per forza trattarsi di uno scherzo!!!

        "Mi piace"

    • Io personalmente, non faccio e non trovo nessuna confusione a leggere le note come dice lei che li chiama in inglese .La dermatologia della lettura e anglosassone quindi e internazionale come la musica che e` un linguaggio. UNIVERSALE.

      "Mi piace"

      • Concordo con Marco, io neanche trovo difficoltà , anzi . E ha ragione Tiziano, che ringrazio per il suo lavoro che definisco monumentale .
        Il metodo ti porta passo passo a crescere come musicista sia nella teoria che nella pratica .
        Ma lo sforzo ci vuole , ed è ben ripagato.
        Tiziano continua così , ti seguirò fino in capo al mondo .

        "Mi piace"

      • Sono d’accordo con Marco e Michele, credo che sia indispensabile leggere le note in inglese e in italiano, in tantissimi spartiti si trovano solo note in inglese.
        Le nostre note credo che abbiano molta musicalità e mi piace cantarle per esercizio di ear training ma per praticità nella lettura mi trovo bene in inglese.
        Comunque a prescindere da questo, trovo che il modo di insegnare di Tiziano sia esemplare io purtroppo studio da casa ma posso dire che quando seguo le lezioni mi sento quasi come fossi con lui sono davvero belle lezioni.Questa lezione sulla scala Blues poi penso che sia illuminante l’avevo studiata anche nella lezione 11…
        Grazie Tiziano avanti cosi !!

        "Mi piace"

    • Ciao Edo Ted,

      leggo il Tuo post solo ora, e sono perfettamente d’accordo con Dario…..non può che trattarsi di un pesce d’aprile!!! 🙂

      Comunque, vorrei specificarTi che la notazione internazionale ha origini greche, spesso erroneamente qualificata come anglosassone (invece che internazionale)……solo da chi si applica poco nello studio!!……;-)

      Trovo che Bassista Contemporaneo sia il miglior metodo di basso mai scritto, il più chiaro e comprensibile. Il mio consiglio è quello di studiare.

      Un caro saluto

      Vincenzo

      "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.