1. Introduzione generale all’uso della mano sinistra

In questo incontro e nei successivi, voglio parlare di come in tanti anni di studio e insegnamento del contrabbasso sono riuscito a elaborare un approccio semplificato per l’uso della mano sinistra sul contrabbasso.

Prerequisito per uno studio semplificato del contrabbasso e di molti altri strumenti a corda è la considerazione secondo cui il numero delle corde (una, quattro, cinque, sei ecc.) non modifica l’approccio allo strumento. In pratica, se vogliamo semplificare lo studio a livello di concetto mentale dobbiamo ragionare come se il contrabbasso avesse una sola corda.

Le scelte che vi proporrò sono derivate da una serie di fattori fisici e da un’attenta analisi del materiale dedicato alla didattica del contrabbasso riscontrato nei testi che vanno dall’800 alle più recenti metodologie degli ultimi 10 anni, da me adattato e semplificato.

Mettendo in pratica le indicazioni che ti fornirò in questo articolo e nei seguenti, ed esercitandoti assiduamente, potrai ottenere diversi benefici nello studio e della pratica del contrabbasso, quali una maggior agilità nella produzione dei suoni, un’intonazione precisa e costante, suoni più decisi e definiti, un vibrato più efficace e altri ancora che potrai sperimentare direttamente.

Bene, iniziamo!

PANORAMICA GENERALE

1. MOVIMENTO VERTICALE E MOVIMENTO ORIZZONTALE
L’approccio al contrabbasso è lo stesso degli altri strumenti a corda e si può dividere in due tipi:
a. Movimento orizzontale che consente a mano ferma di passare da una corda all’altra e che richiede stabilità e forza della mano per non compromettere l’intonazione quando si passa dalle corde sottili alle corde più grosse.
b. Movimento verticale che consente di scivolare su una corda e che richiede agilità e precisione per arrivare con certezza ai suoni desiderati.

In questo incontro analizzeremo le basi che permettono di avere un approccio verticale e orizzontale corretto e sicuro.
Figura 1

2. PARAMETRI FISICI DEL CONTRABBASSO
I parametri fisici dell’impostazione del contrabbasso sono dati da:
a. Lunghezza della corda del contrabbasso, che oggi va da circa 102 a 108 centimetri a seconda dei tipi, dalla quale si otterrà la distanza di toni e semitoni. Logicamente più corta è la scala, minori sono le distanze e di conseguenza più comode per la mano.
b. Grandezza della mano del musicista, che comporterà un maggiore o minore allargamento per ottenere toni e semitoni.
c. Posizione e dimensione dell’attacco del manico al corpo, che varia per dimensione e posizione da strumento a strumento e che costringerà la mano a disporsi diversamente, non potendo usare il pollice dietro le altre dita.

3. ZONE DEL CONTRABBASSO
I parametri di cui sopra portano a dover utilizzare diverse disposizioni della mano a seconda delle zone dello strumento. Le zone possono essere divise in:
a. Zona del manico dove le distanze tra i semitoni sono grandi e il pollice rimane dietro al manico.
b. Zona dell’attacco del manico dove si restringe la distanza tra un semitono e l’altro e il pollice si porta sul lato del manico.
c. Zona del capotasto dove le distanze sono molto diminuite e il pollice viene utilizzato per premere la corda e per avvicinare le altre dita alla tastiera. Qui il pollice può anche suonare direttamente la nota premuta.

Figura 2

Nello studio tradizionale del contrabbasso (metodo Simandl, Billè, Marangoni, Nanny…) le zone del manico e dell’attacco vengono studiate come un’unica zona, tuttavia i movimenti della mano sono molto differenti a seconda della porzione di manico considerata.

4. POSIZIONI
Per orientarsi all’interno delle zone, si usa dividere la tastiera in Posizioni che equivalgono ai tasti del basso elettrico. Esistono vari tipi di nomenclatura per nominare le posizioni a seconda delle scuole, quella per me più efficace è un adattamento al metodo di Ludwig Streicher, a sua volta un adattamento da Franz Simandl.
In pratica la collocazione del dito indice nella zona del manico e dell’attacco del manico dà il nome alla Posizione, riferendosi al relativo grado della scala di A minore naturale in I corda.
Nella zona del capotasto è invece la collocazione del dito pollice a dare il nome alla posizione, sempre riferendosi al grado della scala di A minore naturale in I corda.

Figura 3

5. MEZZE POSIZIONI
Sono mezze posizioni quelle che stanno a metà tra una Posizione e l’altra. Ad esempio il dito indice sul Bb tra la I e la II posizione si chiama I avanzata. È chiaro che non esistono né la II posizione avanzata e nemmeno la V posizione avanzata.

Fine prima parte… ci vediamo al prossimo appuntamento!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.