In questo articolo, che vale oro massiccio, impari il sistema più semplice ed efficace per sviluppare una tecnica strepitosa sul basso elettrico (ma volendo anche sulla chitarra e altri strumenti, con un minimo di adattamento), lavorando in maniera totalmente controintuitiva e con risultati sorprendenti per le tue mani.

Ti anticipo che a breve uscirà una guida molto chiara e dettagliata sull’argomento tecnica nella quale ti darò tantissime idee da sviluppare per fare pratica, seguendo un metodo di allenamento al virtuosismo che pochi insegnanti conoscono.

Se mi segui già da un po’, sai che nei miei materiali – articoli, libri e video – non parlo mai esplicitamente di tecnica, questo non perché la ritengo inutile… al contrario. Il problema è che a mio avviso si è diffuso un enorme malinteso (molto dannoso!) sull’uso della parola tecnica da parte dei ragazzi che iniziano a suonare uno strumento, ma anche da chi suona da più tempo.

Quello che la maggior parte dei ragazzi interpretano come tecnica è semplicemente la capacità di realizzare movimenti veloci sul proprio strumento, producendo suoni in rapidissima successione, indipendentemente dal risultato musicale che si ottiene con tutto questo sforzo.

Essere in grado di suonare più note possibili al secondo, per quanto coerenti con l’armonia di un brano, non vuol dire essere di grado di fare bella musica!

Tutto questo però non significa che io non abbia dedicato molto tempo a sviscerare i problemi tecnici per aiutare i miei allievi (del BassLab o del corso online) a ottenere velocità e fluidità sullo strumento.

È solo che ritengo molto più importante saper “fare musica”, ovvero riuscire ad esprimere emozioni e sentimenti, che non trasformare la musica in “sport”, anche se certamente una parte di “attività ginnica” deve essere fatta.

Il fanatismo della tecnica fine a se stessa crea una frattura tra mezzi fisici (mani, strumento) e musica. Ma l’azione fisica non può essere scollegata dall’emozione che l’ha generata, anzi deve servire per  trasmettere emozioni musicali.

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Ecco perché nel metodo Bassista Contemporaneo ho inserito tantissimo materiale di natura più musicale: educazione dell’orecchio, armonia, conoscenza teorico-pratica dello stile che si sta suonando ecc… Il lavoro sullo sviluppo tecnico deve necessariamente passare prima da qui.

Prima di tutto occorre avere dentro di sé un’idea musicale chiara, che poi possiamo esprimere al meglio proprio grazie alla tecnica.

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Chi non vorrebbe riuscire a suonare il basso con grande libertà, realizzando assoli e linee in maniera sciolta, fluida e soprattutto veloce?

Credo che questo sia l’obiettivo di qualsiasi bassista con un minimo di ambizione che non si accontenta di usare le solite 2 note che fanno tutti.

E come si fa? Da un certo punto di vista sembra difficilissimo perché non è che le mani si “slegano” in un attimo.

Ma in realtà, se togli tutti le cose inutili e vai all’osso della questione, c’è un’unica cosa che devi saper fare molto ma molto bene: riuscire a trovare al volo le scale e gli arpeggi che ti servono.

Non è molto più complicato di così! Tutta la musica è formata da note “prese” da una scala. Possono essere pezzi di scala, arpeggi, salti o cromatismi. Ma sempre di scale si tratta. Che tu ne sia cosciente o no, tutta la musica funziona così.

Quindi più sai suonare scale e arpeggi con fluidità e scioltezza, meglio riesci ad improvvisare, comporre o rifare le bass line dei tuoi bassisti preferiti.

Come suonare in modo semplice e veloce scale e arpeggi su tutta la tastiera del basso?

Molto facile, con il sistema che ti propongo. Il segreto del basso è conoscere i 4 tipi di forme:

  1. forme base
  2. forme orizzontali
  3. forme verticali
  4. forme oblique

Guarda subito questo video tratto dal corso Bassista Contemporaneo Online proprio dedicato alle forme, così ti prepari ad entrare nel vivo dell’articolo.

Buona visione!

Le forme sono il modo più chiaro e completo di visualizzare sul basso il materiale armonico e melodico, ovvero le note delle scale o degli arpeggi, e sono un elemento fondamentale del corso Bassista Contemporaneo Online. Anzi, se veramente vuoi impadronirti delle forme, questo è l’unico corso di basso (per lo meno in italiano) che ti permette di impararle tutte in maniera così precisa ed efficace.

Le forme sono rappresentazioni grafiche, ovvero disegni sulla tastiera del basso, che puoi immaginare visivamente come se si illuminassero i tasti del basso corrispondenti alle note che stai suonando. Leggi il seguito di questo post »

Terzo articolo dedicato alle scale che ti salvano la vita. Qui vediamo l’ultima delle scale diatoniche, la scala minore armonica.

1) Intanto, cosa sono le scale diatoniche?

La caratteristica delle scale diatoniche è di essere formate da 7 note dove ogni nota prende uno dei nomi della successione che usiamo comunemente: Do, Re, Mi, Fa, Sol, La,  Si.

La figura 1 mette a confronto le due scale viste finora con la nuova scala minore armonica, mostrando come tutte e tre le scale usano le stesse 7 note salvo l’inserimento di alterazioni.

Figura 1

Figura 1

2) Cosa ha di particolare la scala minore armonica?

Veniamo alla scala minore armonica protagonista di questo post. Nel video qui sotto te la faccio sentire all’opera, guardalo subito prima di proseguire.

Buon ascolto!

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Ciao !

Ti comunico che sono ufficialmente (e finalmente!) disponibili le lezioni del corso online dalla 11 alla 15.

Bassista-contemporaneo-online-lezioni 11_15Questo terzo ciclo è uscito con un po’ di ritardo rispetto alla tabella di marcia prefissata (sorry!), questo essenzialmente per due motivi:
a) La complessità del montaggio di questi video. Vedrai che cosa mi sono inventato per aiutarti sempre di più a entrare nel metodo di lavoro e fare gli esercizi divertendoti e imparando!
b) Qualche rallentamento durante il caricamento dei video sulla piattaforma (d’altronde sono tantissimi!)

Ma insomma, alla fine ce l’abbiamo fatta!!

Lezioni online 11-15 in sintesi:

Ben 65 video per un totale di 7 ore e 56 minuti di puro contenuto (cioè, praticamente 8 ore!). Tanti esercizi in più rispetto al libro e la presenza di un ospite che ti permetterà di fare al meglio gli esercizi di ritmica e di partecipare a vere e proprie sessioni di musica di insieme.

Iscriviti da qui: https://vimeo.com/ondemand/basscontpart3.
Guarda subito il trailer per avere una sintesi dei contenuti dei nuovi video e sapere cosa ti aspetta in questa nuova avventura.

Le recensioni ricevute sul sito, via mail e nelle pagina dei video su Vimeo esprimono tutte un grande entusiasmo da parte di chi sta frequentando i corsi e ci spronano ad andare avanti e fare sempre meglio!

Domanda: Posso iscrivermi al 3° ciclo anche se non ho fatto i precedenti?
Risposta: Se vuoi sì. I cicli sono indipendenti a livello di iscrizione e frequenza. Ma il metodo è costruito in maniera progressiva e ogni elemento si costruisce e si basa sui precedenti. Se vuoi imparare in maniera sicura e non lasciare indietro dei pezzi, ti conviene veramente seguire l’ordine delle lezioni, facendo i 2 cicli precedenti per almeno un mesetto ciascuno. Poi ovviamente vedi tu…

Per ora è tutto. Ti aspetto al corso🙂

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Questo secondo post è dedicato ad allargare la visione di quello che abbiamo visto nell’articolo precedente dedicato alla scala maggiore. Poi un po’ più sotto trovi un assaggio immediato delle applicazioni di questi concetti, utilissimi se devi improvvisare esattamente come faccio io nel video.

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Dunque, riepilogando al volo, nel primo post abbiamo visto che facendo partire la scala maggiore da note diverse dalla prima essa genera scale e sonorità diverse come la sonorità minore o quella di settima. Il concetto qui è identico, ma in più cambiando una sola nota otteniamo un altro sistema di scale che porta sonorità ancora più nuove.

Quale è la nuova scala che ti cambia la vita??

La figura 1 mostra come dalla scala maggiore (nei due modi visti nel precedente articolo), possa derivare una scala minore melodica con una sola modifica.

Figura  1

Scala-jazz-minor-figura 1

In pratica:
– la scala maggiore di C o il D dorico (le due scale centrali in figura) usano le stesse note, ovvero sono derivate
– se alla scala maggiore di C abbasso la terza ottengo la scala jazz minor di C, formata da: C D Eb F G A B C
– oppure se al D dorico alzo la settima nota ottengo la scala jazz minor di D, ovvero: D E F G A B C# D

Le due scale hanno quindi come riferimento:
– la jazz minor N1 ha come riferimento il C
– la jazz minor N2 ha come riferimento il D

Quello che è importante notare è che cambiando una sola nota da due modi della scala maggiore si ottengono due scale jazz minor!!

Cosa posso fare con tutto questo?

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In questo primo post di questa nuovissima serie dedicata alle scale, parliamo della conosciutissima scala maggiore. Come ti ho anticipato nel post introduttivo, partiamo “morbidi” ma se mi segui fino al 5° articolo, stai certo che il tuo modo di vedere la musica cambierà totalmente.

E già in questo ti prometto di mostrarti la scala maggiore sotto una luce diversa, molto più ricca e interessante di quello che abitualmente pensiamo.

La sonorità di questa scala è molto familiare a tutti, anche perché fin da piccoli veniamo abituati a sentire melodie semplici che appunto la utilizzano, e che spesso nel tempo ci portano ad odiarla o comunque a ritenerla legata a melodie banali (o al massimo a nerd che si sparano musica classica in cameretta).

Figura 1

Scala-maggiore-Figura-1

A titolo di esempio, ecco qui la scala di C maggiore. Di certo una scala apparentemente non stimolante per fare del buon rock sanguigno o del funk bello sostanzioso… E invece no!

Infatti questa scala, se giocata in modo intelligente, porta a creare sonorità peculiari e insolite anche nei generi più impensati.

Quindi, come utilizzare la scala maggiore in maniera creativa?

Il trucco è di capire che questa scala, facendola partire da note diverse dalla prima, genera scale e sonorità molto interessanti come la sonorità minore o quella di settima (magari defunzionalizzata).

Ovvero: se invece di partire e finire dalla prima nota della scala (il C nell’esempio), o comunque invece di usare questa nota più delle altre, cerchiamo di costruire melodie o accordi che lavorano su altri suoni delle stessa scala maggiore, otterremo atmosfere molto diverse.

Figura 2

Scala-maggiore-Figura-2

Guardando la figura 2, possiamo fare delle considerazioni: Leggi il seguito di questo post »