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Come bassista, che tu suoni rock, funk, jazz o qualsiasi genere di musica, il 90% del tuo compito consiste nel riuscire ad accompagnare il solista del tuo gruppo con linee di basso armonicamente corrette, se possibile anche melodicamente interessanti, e con precisione ed energia ritmica. Se poi a tutto questo riesci ad aggiungere una buona fluidità tecnica, una grande grinta personale e il piacere di suonare, allora sei il migliore bassista che il tuo gruppo possa avere.

Bene, voglio dedicare questo post al primo punto: come suonare linee corrette da un punto di vista armonico? In questo post ti introduco i 3 trucchi fondamentali per farlo in qualsiasi stile tu voglia suonare. E per ognuno di loro ho preparato un VIDEO. Ecco intanto le 3 possibilità base:

  1. Usare le note degli accordi.
  2. Usare le note della scala (o delle scale) per collegare le fondamentali degli accordi.
  3. Usare i cromatismi, ovvero note oltre la scala che però risolvono sulle note importanti degli accordi.

Queste 3 linee guida si trovano utilizzate dai grandi bassisti e contrabbassisti di tutti i tempi. Bassisti come James Jamerson, Jaco Pastorius, Francis “Rocco” Prestia, Stanley Clarke, Anthony Jackson, Alphonso Johnson, cosi come contrabbassisti come Paul Chambers, Ray Brown, Ron Carter, Christian Mc Bride…. e migliaia di altri musicisti usano questi tre elementi come base di partenza.

In questi tre video ho voluto spiegare nel dettaglio come usare questi elementi in modo chiaro e semplice, per applicarli direttamente sullo strumento. Questi video fanno parte della serie TEORIA IN PRATICA, in cui la spiegazione teorica di ogni trucco è un tutt’uno con la sua applicazione pratica.

Trucco 1. note degli accordi

Trucco 2. note delle scale (altro…)

Questo post è uno sviluppo, o meglio un approfondimento dei concetti di cui ho parlato qui: “Domanda per tutti: cosa sono queste dominanti secondarie??”. Quel post ha avuto migliaia di visite, deduco quindi che sia stato apprezzato non solo dai bassisti ma anche dagli altri musicisti, perciò ho pensato di approfondirlo per quanto riguarda l’applicazione pratica delle dominanti secondarie nel blues. In particolare, arricchendo la struttura armonica con le sostituzioni, si possono incrementare le possibilità di usare nuovi accordi nell’accompagnamento e avere più scelte anche su come improvvisare.

Come quick start, se non sei di quelli che si eccitano molto nel leggere ma anzi tendono a ragionare in maniera più spontanea, ti consiglio di guardare questo video.

VIDEO – Lezioni per bassisti: 02 dominanti secondarie (dal min. 2.54)

Se poi vuoi andare ancora più in profondità e capire il perché di tutto questo, leggiti tutto il post. Lavoro molto su questi post perché credo che idee chiare permettono di suonare in modo chiaro e sicuro. In un contesto di musica live, questo è utilissimo perché dà al resto del gruppo la sicurezza di avere un bassista che è veramente “una soluzione”, un elemento che risolve i problemi. Questo è la più importante aspirazione cui ti consiglio di tendere: diventare un bassista che dà sicurezza e amalgama la ritmica, l’armonia, la melodia e in ultimo “l’umanità” del gruppo. Quante volte si verificano litigi tra cantante e batterista per i volumi, o tra chitarrista e tastierista per un certo accordo. Al bassista è chiesto di mettere un po’ di pace… del resto è l’unico che lega così forte ritmo, armonia e melodia in un unico strumento.

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In questo post analizziamo la struttura armonica di base del blues, tenendo sempre presente il fatto che il blues rappresenta un patrimonio culturale talmente ricco e profondo che potrebbe essere affrontato anche da altri punti di vista, emotivo, razziale, sociologico, formale… Già in precedenza avevo parlato del blues, dedicandomi in particolare alla scala blues: La scala blues in 5 passi  e Not so blue sul basso. Questi due articoli sono la premessa di questo post, che però può essere letto e capito anche autonomamente.

Pilastro 1: Le 12 battute del blues
Per i primi, autentici cantanti e suonatori del blues spontaneo pre-jazzistico (fino agli anni ‘20 del XX secolo), la scala usata era quella blues e quello era il loro unico modo vocale e strumentale, senza distinzioni tra blues maggiore e minore. Per quanto riguarda la forma metrica, occorre chiarire che fino agli anni ‘20 la forma blues era costituita da una strofa e un ritornello, con una durata che variava dalle 8 alle 16 battute. Con la pratica vocale del blues classico (dagli anni ’20 in poi), il blues tende a stabilizzarsi sulle 12 battute. Questa è la forma che prendiamo in considerazione, sapendo però che il blues ha continuato ad evolversi da un punto di vista della forma, del numero di battute, dei contesti sonori ecc. Tanto è vero che lo troviamo in artisti non tipicamente associati al blues come i King Crimson, Charlie Parker, i Beatles, Elvis Presley…. Evitiamo quindi di considerare il blues di oggi esclusivamente come una schematica e univoca formuletta!

Detto questo, entriamo nell’argomento mostrando come la struttura di 12 battute viene divisa in tre frasi di quattro battute, dove ogni frase è imperniata su una delle tre funzioni armoniche: Tonica, Dominante e Sottodominante.

Figura 1
BOB Pilastri del Blues Figura 01

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Dopo aver introdotto il tempo di 3/4 nel post È possibile suonare un funk o un rock in 3/4?, possiamo dedicarci a un altro odd time che usa la combinazione di 2/4 e appunto di 3/4. Per ora usiamo il denominatore di semiminima per semplicità, ma la stessa articolazione è applicabile anche al 5/8 o al 5/2. Sto parlando del tempo di 5/4, scomponibile in 3 + 2 oppure nel suo rovescio 2 + 3. Per questo post il piede deve essere battuto su tutti i quarti.

Figura 1
Figura 1

Le suddivisioni e le ritmiche che si suoneranno all’interno dei movimenti sono libere, tenendo conto che l’unità di movimento è sempre la semiminima. L’importante, soprattutto nelle prime settimane di studio, è di sentire con precisione il tempo formato dalla somma di due unità tra loro distinte (2+3 o 3+2). Il primo movimento del 2 o del 3 avrà un accento tonico che permetterà di sentire il ciclo con più precisione, ma in futuro si cercherà di usare anche sincopi e contrattempi per creare linee più interessanti.

Gli odd time sono eseguibili sul basso usando varie tecniche: slap, popping, pizzicato, volendo anche il plettro. In questo video suono un esempio circolare (ovvero in loop, ripetendo la stessa linea senza variazioni) molto semplice per acquisire familiarità con questo nuovo tempo. È una delle tante linee tratte dal Bassista Contemporaneo 2: ascoltalo e cerca di ripetere a voce la linea che suono.

Video 5-4 bassista contemporaneo 2

Dopo averla cantata, prova a suonarla insieme al video. Divisa in 3 + 2, questa linea utilizza ritmiche derivate dalle doppie sestine. Dal punto di vista tecnico, uso la tecnica del pull off con le corde vuote. Cerca la massima pulizia nel ripetere molte volte i pattern.

Figura 2
Figura 2

Il video seguente, suonato con Claudio Trotta alla batteria e registrato allo studio Full Digital di Nicola Ciarmatori, è più articolato pur mantenendo sempre la scomposizione 3 + 2. Anche in questo caso si tratta di una linea presa dal Bassista Contemporaneo 2, in particolare ho scelto la variante 4 ripetuta per otto battute. Prima di arrivare alla 4, che è la più ricca, ti suggerisco quindi di praticarle tutte.

Figura 3
Figura 3

Nella prima parte del video, la eseguo con un metronomo a 130 ogni croma. Poi la velocità di metronomo raddoppia, quindi 130 va a indicare il quarto. Dopo diverse battute di ripetizioni sempre uguali, passo a fare delle variazioni dove con la batteria evitiamo di chiudere sempre le frasi sul 1° movimento e a turno creiamo delle frasi irregolari che si completano ogni due battute.

Come fare per  acquisire scioltezza su questo tempo?
Lavora in questo modo:
- Batti il tempo con le mani sul pattern della batteria o del metronomo, avendo estrema cura di sentire sempre dove cade il primo accento (= tonico), ad ogni nuovo giro.
- Batti il tempo su questo ultimo video che tiene il 5/4 senza dividere in 3 + 2 o 2 + 3. Poi applica degli accenti differenti quando lo suoni in 3 + 2 o 2 + 3.

 -  Suona la linea lentamente senza usare il metronomo, ma seguendo il tempo il più regolarmente possibile.
-  Memorizza la linea e suonala con la massima precisione possibile.
-  Infine applica delle varianti, sempre mantenendo la consapevolezza interna delle unità di 2 e di 3 che formano il tempo dato.

Suona una linea in 5/4
Suona questa linea di basso formata da 2 + 3, improvvisando delle varianti nella parte segnata che è di 2/4.

Figura 4
Figura 4

Approfondimenti
Gli odd time si trovano in generi musicali tipo il rock progressive, la fusion, il jazz rock… ma sono applicabili anche in sonorità più funky, e sono stati resi famosi da band come King Crimson, Dream Theatre, Frank Zappa, Allan Holdsorth, Yes, Genesis… fai qualche ricerca su youtube, troverai tanti video interessanti da cui trarre ispirazione.

Per ora è tutto, alla prox!
tiziano

Vai-al-bassista-contemporaneo-2

Ciao!

La risposta alla domanda del titolo è: sì! Così ti tolgo subito eventuali ansie… se mai ne avessi! Ma come conviene avvicinarsi al 3/4 su con un feeling rock o funk, e non cadere nel rischio di trasformarlo in un valzerino da balera? Beh, se vuoi saperlo devi leggere questo post!!

Per prima cosa ti consiglio di riguardare il precedente articolo: Il segreto per capire tempo, ritmo e poliritmi: indizio 1. Poi ti ricordo che mesi fa ho dedicato un articolo a quella tipologia di jazz tunes scritti in 3/4 e conosciuti come jazz waltz. Ecco il link: Very Early di Bill Evans, un’ottima occasione per una bass line e un assolo in 3/4.

In questo articolo restiamo sempre sul 3/4, però vorrei mostrare un esempio di applicazione del 3/4 come tempo semplice, non swing, da usare su brani funk o rock. Usato in questo modo, infatti, il 3/4 permette di capire meglio la realizzazione dei tempi dispari o irregolari. Ecco un esempio musicale, tratto dal secondo volume del bassista contemporaneo (il link si apre in una nuova finestra, la linea che suono è riportata più avanti).

Basso in 3-4 ritmo rock funk

Di solito nel 4/4 gli accenti dei quarti sono distribuiti come in figura 1.
Figura 1
Tempo di 4/4

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Locandina certificazione I e II liv_14dic2013Ebbene ce l’ho fatta: dopo tanti anni, sono riuscito a mettere in piedi una procedura semplice, schematica e strutturata che aiuta a potenziare gli effetti positivi del metodo Bassista Contemporaneo. Per inciso questo libro è diventato uno dei più richiesti in Italia… circolano oltre 1.500 copie ufficiali tra bassisti e insegnanti di strumento!

Da dicembre 2013 la certificazione si estende anche al Volume 2!

Ma perché la Certificazione? In tanti anni di utilizzo del metodo, le domande che mi ponevo erano sempre le stesse:
• Come posso renderlo ancora più efficace per chi studia da autodidatta o con un insegnante?
• Come posso aiutare un allievo a capire se sta utilizzando al meglio il talento, il tempo dedicato allo studio e infine il denaro investito?
• E infine: considerato che in occasione degli esami di Conservatorio le mie prestazioni e quelle dei miei compagni di corso erano state valutate in maniera molto vaga, come posso strutturare un sistema per valutare scientificamente la resa, il miglioramento di un allievo, in modo più efficace e utile rispetto a quelle esperienze?

Anche alla luce delle decine di persone che ho preparato agli esami da privatista nei conservatori, concorsi musicali o strutture simili, sempre la mia vocina interiore diceva: come posso fare meglio nella mia scuola di musica (BassLab)? Considera che in 30 anni di attività ho lavorato davvero con centinaia di musicisti, strumentisti molto diversi tra loro (batteria, canto, sax e tromba, pianoforte… ovviamente basso e contrabbasso…), con risultati positivi quasi sempre al primo colpo! Ma a volte succedeva che la valutazione data dagli esaminatori non corrispondeva al reale livello musicale dell’allievo, tutt’altro. Infatti quello che io chiamo il “tiramento di c…” è sempre dietro l’angolo per ogni valutatore, quindi per me l’unica risposta è: eliminare qualsiasi arbitrarietà nella valutazione.

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