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In questo post, in cui come mia abitudine affronto un argomento teorico apparentemente astratto collegandolo subito con una sua utilizzazione pratica dal vivo, vediamo cosa è l’accordo di settima diminuita, che funzioni ha e come può essere applicato in una successione armonica, in particolare nel blues.

Innanzi tutti ti invito a guardare questo video, il terzo della serie “Teoria in pratica”, in cui prima si suona e poi dal minuto 3.16 andiamo a capire i meccanismi teorici che abbiamo usato. Questo articolo è appunto un approfondimento del video. Intanto buona visione!

1. Cos’è l’accordo diminuito
L’accordo di settima diminuita è un accordo di quattro suoni (quadriade) formato da Fondamentale (F), terza minore (3m), quinta diminuita (5dim) e settima diminuita (7dim).

Figura 1
Figura 1

La caratteristica di questo accordo è di essere formato da note tutte a distanza di 3m l’una dall’altra. Questa sua particolarità lo rende simmetrico, cioè le quattro note che lo formano possono essere considerate come le Fondamentali di 4 accordi contenenti le stesse identiche note dell’accordo diminuito (vedi figura 2 – accordi indicati in orizzontale).

Figura 2
Figura 2
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ovvero IL SEGRETO DEI MODI DELLA SCALA
Ci sono delle peculiarità dei modi della scala maggiore (che quasi nessun insegnante spiega, o forse nemmeno sa!), che se conosciute ti permettono di trasformare completamente il tuo modo di improvvisare e ancora di più di comporre un brano modale. Per prima cosa rileggiti il post “Modi della scala maggiore parte 1” per avere una visione di base su questo argomento.

Poi guarda questo video e cerca di sentire con molta attenzione le diverse sonorità create da ognuno dei sette modi in cui improvviso. Tutti questi modi hanno un unico centro tonale che è il E, quindi probabilmente ti accorgerai anche che ogni modo, pur avendo un proprio sound, ha molte caratteristiche in comune con gli altri.

IMPROVVISAZIONE MODALE IN E

Ed ora veniamo a capire cosa uso nel video, ovvero quelle che io chiamo le caratteristiche dei modi della scala maggiore. Analizzando queste caratteristiche saltano all’occhio (e all’orecchio) delle particolarità che conoscendole, ci fanno sentire che ogni scala ha un proprio feel particolare. Questo feel è unico ed esclusivo per ogni tipo di modo, e non esiste negli altri sistemi modali come quello della scala minore melodica o armonica.

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Come bassista, che tu suoni rock, funk, jazz o qualsiasi genere di musica, il 90% del tuo compito consiste nel riuscire ad accompagnare il solista del tuo gruppo con linee di basso armonicamente corrette, se possibile anche melodicamente interessanti, e con precisione ed energia ritmica. Se poi a tutto questo riesci ad aggiungere una buona fluidità tecnica, una grande grinta personale e il piacere di suonare, allora sei il migliore bassista che il tuo gruppo possa avere.

Bene, voglio dedicare questo post al primo punto: come suonare linee corrette da un punto di vista armonico? In questo post ti introduco i 3 trucchi fondamentali per farlo in qualsiasi stile tu voglia suonare. E per ognuno di loro ho preparato un VIDEO. Ecco intanto le 3 possibilità base:

  1. Usare le note degli accordi.
  2. Usare le note della scala (o delle scale) per collegare le fondamentali degli accordi.
  3. Usare i cromatismi, ovvero note oltre la scala che però risolvono sulle note importanti degli accordi.

Queste 3 linee guida si trovano utilizzate dai grandi bassisti e contrabbassisti di tutti i tempi. Bassisti come James Jamerson, Jaco Pastorius, Francis “Rocco” Prestia, Stanley Clarke, Anthony Jackson, Alphonso Johnson, cosi come contrabbassisti come Paul Chambers, Ray Brown, Ron Carter, Christian Mc Bride…. e migliaia di altri musicisti usano questi tre elementi come base di partenza.

In questi tre video ho voluto spiegare nel dettaglio come usare questi elementi in modo chiaro e semplice, per applicarli direttamente sullo strumento. Questi video fanno parte della serie TEORIA IN PRATICA, in cui la spiegazione teorica di ogni trucco è un tutt’uno con la sua applicazione pratica.

Trucco 1. note degli accordi

Trucco 2. note delle scale (altro…)

Questo post è uno sviluppo, o meglio un approfondimento dei concetti di cui ho parlato qui: “Domanda per tutti: cosa sono queste dominanti secondarie??”. Quel post ha avuto migliaia di visite, deduco quindi che sia stato apprezzato non solo dai bassisti ma anche dagli altri musicisti, perciò ho pensato di approfondirlo per quanto riguarda l’applicazione pratica delle dominanti secondarie nel blues. In particolare, arricchendo la struttura armonica con le sostituzioni, si possono incrementare le possibilità di usare nuovi accordi nell’accompagnamento e avere più scelte anche su come improvvisare.

Come quick start, se non sei di quelli che si eccitano molto nel leggere ma anzi tendono a ragionare in maniera più spontanea, ti consiglio di guardare questo video.

VIDEO – Lezioni per bassisti: 02 dominanti secondarie (dal min. 2.54)

Se poi vuoi andare ancora più in profondità e capire il perché di tutto questo, leggiti tutto il post. Lavoro molto su questi post perché credo che idee chiare permettono di suonare in modo chiaro e sicuro. In un contesto di musica live, questo è utilissimo perché dà al resto del gruppo la sicurezza di avere un bassista che è veramente “una soluzione”, un elemento che risolve i problemi. Questo è la più importante aspirazione cui ti consiglio di tendere: diventare un bassista che dà sicurezza e amalgama la ritmica, l’armonia, la melodia e in ultimo “l’umanità” del gruppo. Quante volte si verificano litigi tra cantante e batterista per i volumi, o tra chitarrista e tastierista per un certo accordo. Al bassista è chiesto di mettere un po’ di pace… del resto è l’unico che lega così forte ritmo, armonia e melodia in un unico strumento.

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In questo post analizziamo la struttura armonica di base del blues, tenendo sempre presente il fatto che il blues rappresenta un patrimonio culturale talmente ricco e profondo che potrebbe essere affrontato anche da altri punti di vista, emotivo, razziale, sociologico, formale… Già in precedenza avevo parlato del blues, dedicandomi in particolare alla scala blues: La scala blues in 5 passi  e Not so blue sul basso. Questi due articoli sono la premessa di questo post, che però può essere letto e capito anche autonomamente.

Pilastro 1: Le 12 battute del blues
Per i primi, autentici cantanti e suonatori del blues spontaneo pre-jazzistico (fino agli anni ‘20 del XX secolo), la scala usata era quella blues e quello era il loro unico modo vocale e strumentale, senza distinzioni tra blues maggiore e minore. Per quanto riguarda la forma metrica, occorre chiarire che fino agli anni ‘20 la forma blues era costituita da una strofa e un ritornello, con una durata che variava dalle 8 alle 16 battute. Con la pratica vocale del blues classico (dagli anni ’20 in poi), il blues tende a stabilizzarsi sulle 12 battute. Questa è la forma che prendiamo in considerazione, sapendo però che il blues ha continuato ad evolversi da un punto di vista della forma, del numero di battute, dei contesti sonori ecc. Tanto è vero che lo troviamo in artisti non tipicamente associati al blues come i King Crimson, Charlie Parker, i Beatles, Elvis Presley…. Evitiamo quindi di considerare il blues di oggi esclusivamente come una schematica e univoca formuletta!

Detto questo, entriamo nell’argomento mostrando come la struttura di 12 battute viene divisa in tre frasi di quattro battute, dove ogni frase è imperniata su una delle tre funzioni armoniche: Tonica, Dominante e Sottodominante.

Figura 1
BOB Pilastri del Blues Figura 01

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Dopo aver introdotto il tempo di 3/4 nel post È possibile suonare un funk o un rock in 3/4?, possiamo dedicarci a un altro odd time che usa la combinazione di 2/4 e appunto di 3/4. Per ora usiamo il denominatore di semiminima per semplicità, ma la stessa articolazione è applicabile anche al 5/8 o al 5/2. Sto parlando del tempo di 5/4, scomponibile in 3 + 2 oppure nel suo rovescio 2 + 3. Per questo post il piede deve essere battuto su tutti i quarti.

Figura 1
Figura 1

Le suddivisioni e le ritmiche che si suoneranno all’interno dei movimenti sono libere, tenendo conto che l’unità di movimento è sempre la semiminima. L’importante, soprattutto nelle prime settimane di studio, è di sentire con precisione il tempo formato dalla somma di due unità tra loro distinte (2+3 o 3+2). Il primo movimento del 2 o del 3 avrà un accento tonico che permetterà di sentire il ciclo con più precisione, ma in futuro si cercherà di usare anche sincopi e contrattempi per creare linee più interessanti.

Gli odd time sono eseguibili sul basso usando varie tecniche: slap, popping, pizzicato, volendo anche il plettro. In questo video suono un esempio circolare (ovvero in loop, ripetendo la stessa linea senza variazioni) molto semplice per acquisire familiarità con questo nuovo tempo. È una delle tante linee tratte dal Bassista Contemporaneo 2: ascoltalo e cerca di ripetere a voce la linea che suono.

Video 5-4 bassista contemporaneo 2

Dopo averla cantata, prova a suonarla insieme al video. Divisa in 3 + 2, questa linea utilizza ritmiche derivate dalle doppie sestine. Dal punto di vista tecnico, uso la tecnica del pull off con le corde vuote. Cerca la massima pulizia nel ripetere molte volte i pattern.

Figura 2
Figura 2

Il video seguente, suonato con Claudio Trotta alla batteria e registrato allo studio Full Digital di Nicola Ciarmatori, è più articolato pur mantenendo sempre la scomposizione 3 + 2. Anche in questo caso si tratta di una linea presa dal Bassista Contemporaneo 2, in particolare ho scelto la variante 4 ripetuta per otto battute. Prima di arrivare alla 4, che è la più ricca, ti suggerisco quindi di praticarle tutte.

Figura 3
Figura 3

Nella prima parte del video, la eseguo con un metronomo a 130 ogni croma. Poi la velocità di metronomo raddoppia, quindi 130 va a indicare il quarto. Dopo diverse battute di ripetizioni sempre uguali, passo a fare delle variazioni dove con la batteria evitiamo di chiudere sempre le frasi sul 1° movimento e a turno creiamo delle frasi irregolari che si completano ogni due battute.

Come fare per  acquisire scioltezza su questo tempo?
Lavora in questo modo:
- Batti il tempo con le mani sul pattern della batteria o del metronomo, avendo estrema cura di sentire sempre dove cade il primo accento (= tonico), ad ogni nuovo giro.
- Batti il tempo su questo ultimo video che tiene il 5/4 senza dividere in 3 + 2 o 2 + 3. Poi applica degli accenti differenti quando lo suoni in 3 + 2 o 2 + 3.

 -  Suona la linea lentamente senza usare il metronomo, ma seguendo il tempo il più regolarmente possibile.
-  Memorizza la linea e suonala con la massima precisione possibile.
-  Infine applica delle varianti, sempre mantenendo la consapevolezza interna delle unità di 2 e di 3 che formano il tempo dato.

Suona una linea in 5/4
Suona questa linea di basso formata da 2 + 3, improvvisando delle varianti nella parte segnata che è di 2/4.

Figura 4
Figura 4

Approfondimenti
Gli odd time si trovano in generi musicali tipo il rock progressive, la fusion, il jazz rock… ma sono applicabili anche in sonorità più funky, e sono stati resi famosi da band come King Crimson, Dream Theatre, Frank Zappa, Allan Holdsorth, Yes, Genesis… fai qualche ricerca su youtube, troverai tanti video interessanti da cui trarre ispirazione.

Per ora è tutto, alla prox!
tiziano

Vai-al-bassista-contemporaneo-2