Per la mia esperienza, questa è una domanda che in pochi si sono fatti. La maggior parte dei bassisti si limita a dire che leggere è difficile, senza però cercare il motivo e quindi una soluzione al problema. La domanda me la sono posta anche io tanti anni fa, e dopo aver approfondito quintali di libri sull’argomento (per chitarra, pianoforte, contrabbasso, oltre che per basso elettrico) e fatto pratica analizzando i problemi, alla fine ritengo di aver trovato la risposta.

La domanda può essere girata in questi termini: cosa bisogna sapere per poter leggere una parte per basso elettrico?

Risposte in ordine di urgenza:

Punto 1. Riconoscere il ritmo (le figure musicali: crome, legature, ecc.), perché il ritmo è la prima cosa da visualizzare, le note vengono dopo.

Punto 2. Riconoscere le altezze dei suoni (le note sul pentagramma)

Punto 3. Conoscere la posizione delle note sulla tastiera del basso

Punto 4. Fare tutto questo il più rapidamente possibile!!

Ebbene, a questa risposta segue un’ulteriore domanda: Come posso fare per avere a disposizione tutte queste conoscenze?

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Nel mio precedente articolo intitolato 1. Not so Blue: La scala blues in 5 passi, ho affrontato un argomento che ha destato molto interesse, considerato il numero di visite avute quotidianamente: mi riferisco alla scala blues, e al percorso in 5 passi per realizzarla in maniera originale, creativa e molto efficace.

Ti consiglio quindi di leggere quel primo articolo, e soprattutto di riguardarti il video (in coda) nel quale applico tutte le tecniche che ho spiegato.

Come promesso la volta scorsa, ecco dunque alcuni spunti su come ho lavorato in questo video, e su come mettere in pratica queste tecniche sul basso elettrico e sul contrabbasso. Intanto visualizziamo la scala blues sulla tastiera del basso elettrico. In figura 1 ho riprodotto la pentatonica di D minore in quelle che io chiamo “forme oblique”.

Figura 1

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Finalmente ci siamo… finalmente è pronto!!!!

Venerdì 25 marzo 2011 ore 21, presso il Teatro Comunale di San Giovanni in Persiceto, presentiamo in prima assoluta lo spettacolo “Specchio Asimmetrico. New Sound Perspectives”, un nuovo progetto audiovisivo nato dalla collaborazione tra diversi artisti e tecnici e incentrato su un innovativo strumento musicale che in questa serata riceve il suo battesimo.

LO STYLUS CONTRABASS
L’idea iniziale risale circa a tre anni fa, quando mi sono incontrato con il liutaio Mauro Marchesini e il bassista ed esperto di informatica e liuteria Paolo Betti con l’intento di mettere insieme le nostre esperienze e dare vita a uno strumento unico nel suo genere. Lo strumento costruito è stato battezzato con il nome di Stylus Contrabass, quasi un oggetto d’arte dal design futurista ispirato al contrabbasso ma a 5 corde, con un uso avanzato dell’elettronica e una generazione del suono sperimentale mediante speciali pick-up ottici, integrato dal segnale Midi per poter gestire expander e quindi creare illimitate gamme timbriche.

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Proseguiamo l’analisi del mio metodo personale per un uso chiaro e semplice della mano sinistra sul contrabbasso, con il sesto e ultimo articolo dedicato alla Zona del capotasto. Leggi prima gli altri articoli se non l’hai ancora fatto, ti serviranno sicuramente! Poi se vuoi approfondire questo tema e sviluppare la tua maestria sullo strumento, ti suggerisco di frequentare direttamente il corso di contrabbasso presso il Basslab.it.

Iniziamo! Questa zona è molto diversa dalle altre viste nei precedenti articoli (Zona del manico, Zona dell’attacco del manico) perché il pollice viene posto sulle corde e, oltre a contribuire ad avvicinare le corde alla tastiera, è spesso usato anche per suonare le note, per quanto difficili da far vibrare.

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In questo appuntamento voglio parlare della scala blues e di come la si possa usare in maniera creativa, conoscendone l’evoluzione storica. Attraverso questa logica espositiva in 5 passi, si possono superare quelle che sono le tipiche spiegazioni della scala blues fornite dai vari manualetti pratici in commercio. Infatti tramite l’ultimo passo (il quinto) si riescono ad ottenere una serie di sviluppi melodici e armonici che sono più tipici della musica d’avanguardia e sperimentale.

Prima di addentrarci nell’esposizione dei concetti, ti consiglio di guardare il mio video “Not so blue”, che applica quello che è spiegato in questo post.

Ecco dunque i 5 passi per arrivare ad ottenere gran parte del materiale che uso nel video.

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Ciao!

intanto felice 2011 a tutti i lettori del mio blog!!

Inauguriamo subito l’anno nuovo con il quinto articolo dedicato al mio metodo personale per un uso chiaro e semplice della mano sinistra sul contrabbasso. Come sempre, leggi anche gli altri articoli se non l’hai ancora fatto, ti serviranno sicuramente!

La zona dell’attacco del manico del contrabbasso è indubbiamente la più problematica in quanto il pollice scivola a lato del manico e non riesce ad essere un buon riferimento come nella zona del manico. Un riferimento molto importante è dato dal contatto del cosiddetto punto karate (ovvero la parte della mano che si usa per colpire nel Karate) sul corpo del contrabbasso. Inoltre, visto che la distanza tra un semitono e l’altro diminuisce, dalla VI alla VII posizione conviene modificare la diteggiatura, utilizzando 1 – 2 – 3.

Per studiare le varie parti dello strumento analizzeremo queste variabili:

1. Disposizione delle mano applicabile alla zona, divisa in disposizione 1 – 3 – 4 e 1 – 2 – 3

2. Disposizione allargata o cromatica

3. Posizione del braccio per le posizioni dell’attacco del manico.

4. Cambi di posizione e sistema di scrittura

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Ciao!

Dopo un po’ di attesa, finalmente ecco il quarto articolo dedicato al mio metodo personale per un uso chiaro e semplice della mano sinistra sul contrabbasso. Mi raccomando, se non l’hai ancora fatto, dai prima un’occhiata agli altri articoli, li troverai molto utili!

Per studiare le varie parti della zona del manico del contrabbasso, analizzeremo queste variabili:

1. Disposizione della mano applicabile alla zona

2. Posizione del gomito

3. Cambi di posizione e sistema di scrittura

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Ciao!

Ecco il terzo articolo dedicato al mio metodo personale per un uso chiaro e semplice della mano sinistra sul contrabbasso.

Per avere una buona precisione a livello di intonazione e qualità del suono bisogna utilizzare alcuni accorgimenti nell’impostazione, ovvero:
a. Controllo del peso del braccio sulla tastiera
b. Tracciato immaginario del pollice nel passaggio tra le tre zone
c. Punto di contatto del dito sulla corda
d. Uso del glissando

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Ciao!

Eccomi qua con il secondo articolo dedicato al mio metodo personale per un uso chiaro e semplice della mano sinistra sul contrabbasso. Il primo articolo lo trovi a questo link.

Le disposizioni delle dita delle mano sinistra sul contrabbasso dipendono principalmente dalla zona dello strumento che si sta utilizzando. Le più importanti sono:

a. Disposizione di tre dita nella zona del manico fino alla V posizione, la classica disposizione che utilizza le dita 1 – 3 – 4 (diteggiatura italiana classica), 1 – 2 – 4 (diteggiatura ideata da Franz Simandl nel ‘800 e usata oggi da quasi tutti i contrabbassisti in Europa e in America).
b. Disposizione di tre dita dalla VI alla VII posizione che usa le dita 1 – 2 – 3.
c. Disposizioni a capotasto che, fra le tante possibili, conviene limitare a Cromatica, Semicromatica e  Diatoniche (elaborate da Francesco Petracchi).
d. Disposizione cromatica al manico o allargata che usa 1 – 2 – 3 – 4, come nel basso elettrico ma che richiede un grande sforzo della mano.

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In questo incontro e nei successivi, voglio parlare di come in tanti anni di studio e insegnamento del contrabbasso sono riuscito a elaborare un approccio semplificato per l’uso della mano sinistra sul contrabbasso.

Prerequisito per uno studio semplificato del contrabbasso e di molti altri strumenti a corda è la considerazione secondo cui il numero delle corde (una, quattro, cinque, sei ecc.) non modifica l’approccio allo strumento. In pratica, se vogliamo semplificare lo studio a livello di concetto mentale dobbiamo ragionare come se il contrabbasso avesse una sola corda.

Le scelte che vi proporrò sono derivate da una serie di fattori fisici e da un’attenta analisi del materiale dedicato alla didattica del contrabbasso riscontrato nei testi che vanno dall’800 alle più recenti metodologie degli ultimi 10 anni, da me adattato e semplificato.

Mettendo in pratica le indicazioni che ti fornirò in questo articolo e nei seguenti, ed esercitandoti assiduamente, potrai ottenere diversi benefici nello studio e della pratica del contrabbasso, quali una maggior agilità nella produzione dei suoni, un’intonazione precisa e costante, suoni più decisi e definiti, un vibrato più efficace e altri ancora che potrai sperimentare direttamente. Leggi il seguito di questo post »